Che parta dall’acqua la rinascita italiana

Un’Italia da record. È così che si potrebbe definire in sintesi l’egregia figura fatta dal nostro paese a questi campionati mondiali di nuoto 2015 che si sono svolti in Kazan, Russia. La nostra nazione si è piazzata al settimo posto nel medagliere mondiale con ben 14 medaglie (3 ori, 3 argenti e 8 bronzi), ed è stata l’unica, assieme agli Stati Uniti, a salire sul podio in tutte le discipline in programma.

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Grande bravura è stata dimostrata dalla nostra squadra nazionale di pallanuoto femminile che riuscita a conquistare il bronzo battendo l’Australia 12-10.
Peccato invece per la squadra maschile che, nei rigori contro la Grecia, ha perso la medaglia di bronzo e pure la qualificazione diretta per le prossime Olimpiadi di Rio 2016.
La squadra italiana formata da Luca Dotto, Marco Orsi, Michele Santucci e Filippo Magnini è riuscita invece a vincere il bronzo nella staffetta 4×100 metri stile libero maschile.
Anche nelle gare di resistenza l’Italia si è potuta distinguere, grazie ai due bronzi conquistati dall’atleta Matteo Furlan nei 25 e i 5 km.
Il primo risultato storico per l’Italia però è stato raggiunto nel nuoto sincronizzato, con le coppie formate da Manila Flamini e Giorgio Minisini e da quest’ultimo con Mariangela Perrupato, che hanno conquistato due bronzi memorabili. Mai prima d’ora una coppia italiana era riuscita a salire sul podio di una rassegna iridata, dato che l’unica altra medaglia mondiale era stata quella di Beatrice Adelizzi a Roma 2009. Inoltre è stata anche la prima volta in cui gli uomini hanno potuto partecipare a una gara di nuoto sincronizzato in un mondiale. Ancora più sorprendente e inaspettata è stata la seconda medaglia, dove gli azzurri sono riusciti a raggiungere l’inimmaginabile agguantando in extremis una medaglia che sulla carta avrebbe dovuto essere di legno, migliorando la propria prestazione di due punti rispetto alle qualifiche e raggiungendo un punteggio di ben 89.3.

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Un’altra pagina della storia del nuoto è stata scritta da Federica Pellegrini che, oltre ad aver vinto un argento storico nella staffetta dei 4×200 metri stile libero assieme alle compagne di squadra Chiara Masini Luccetti, Erica Musso e Alice Mizzau, si è aggiudicata un ulteriore argento nei 200 metri stile libero, concludendo la gara in 1’55’32 e segnando così il suo record di carriera andando a podio per la sesta volta consecutiva. Ciò sta a indicare la solidità di questa campionessa che, con la sua tenacia e dedizione è riuscita, sin dagli esordi, a tenere alto il nome italiano.
Spettacolari sono state le gare di tuffi, che hanno lasciato gli spettatori, e molto probabilmente anche i concorrenti stessi, senza fiato fino all’ultimo secondo, conferendo, a competizione conclusa, un senso di perfezione ed eleganza unici. Infatti impressionanti sono state le medaglie conquistate dal grande talento Tania Cagnotto. In primis di grande rilievo è stato l’oro vinto nel trampolino da 1 mt dove, la nostra atleta è riuscita a battere entrambe le potenze cinesi Tingmao Shi e Zi He con un punteggio di 310.85, conquistando per la prima volta un titolo mondiale nel settore femminile dei tuffi, ben 40 anni dopo l’oro di Klaus Dibiasi ai mondiali di Calì in Colombia.
L’italiana poi è riuscita a rendere ulteriormente orgoglioso il suo paese, agguantando altre due medaglie di bronzo nel trampolino da 3 metri e nel sincro, con l’altresì bravo Maicol Verzotto, manifestando una costanza e una freddezza che poche altre rivali hanno potuto vantare.
Altrettanto fantastiche sono state le gare dei tuffi dalle grandi altezze (ben 27 metri per gli uomini e 20 per le donne), dove Alessandro De Rose pur piazzandosi solamente 16esimo con 358.95 punti ha potuto mostrare dei bei tuffi. Questa disciplina sebbene molto pericolosa per chi la pratica, sa suscitare delle emozioni molto forti e sensazionali e, nonostante sia un acquisto recente dei campionati mondiali di Barcellona 2013, si spera che possa essere introdotta, per difficoltà di esecuzione e spettacolarità, anche nei giochi olimpici di Rio 2016.
Infine a contribuire ad innalzare il valore e il nome della nostra nazione è stato il grande campione Giorgio Paltrinieri che è riuscito in due imprese impensabili.
Dapprima il nostro connazionale, battuto per poco dal campione iridato Sun Yang, è riuscito ad aggiudicarsi un bellissimo argento negli 800 metri stile, segnando il nuovo record europeo di 7’40’81.
Successivamente ha compiuto un’impresa epica: ha conquistato l’oro nei 1500 metri stile e, anche se tale gara è stata segnata dalla mancanza del rivale principale Sun Yang, l’italiano ha primeggiato magistralmente su tutti stilando un crono di 14’39’67.
In conclusione, questi mondiali, sofferti fino all’ultimo voto o metro, avvincenti e spettacolari, hanno donato all’Italia motivo di orgoglio e hanno segnato la nostra decisa ascesa verso i posti che contano nel medagliere. In un paese come il nostro, spesso governato da scandali e perdite di credibilità, questi atleti hanno donato aria fresca, motivo di soddisfazione nazionale e un inizio da cui partire per risalire e sperare in un crescente prossimo futuro.

Luisa Bizzotto

Studio all'Università di Padova Ingegneria Chimica e dei Materiali. Scrivo per La Voce che Stecca dal 16 luglio 2015 e su queste pagine mi occupo di cultura, scienza, musica e sport.

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