Catania: la tragedia diventa propaganda

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«Coppia uccisa a Catania, Salvini: “È colpa dello Stato”». Così titolava In onda su La7 alcuni giorni fa. La vicenda – piccolo riassunto – è nota: una coppia di settantenni è stata brutalmente uccisa per rubare oggetti di poco valore. Per il duplice assassinio è stato fermato un profugo di 18 anni e per questo Matteo Salvini si è sentito in dovere di dire la sua. Ma la questione è un’altra. «Io voglio un contatto diretto dal premier Renzi, che invece di andare ogni giorno all’Expo venga qui a vedere la situazione com’è. Perché due anziani, dopo una vita di sacrifici, non possono essere ammazzati così». Queste le parole della figlia dei due coniugi uccisi alle telecamere di Tgcom24. Non intendiamo giudicare una donna sconvolta da una tragedia, però sinceramente – e non siamo certo dei «buonisti» filogovernativi – è difficile collegare Renzi a questi brutali omicidi: come faceva notare Selvaggia Lucarelli del Fatto, è impensabile che il presidente del consiglio incontri o telefoni ai familiari di ogni tragedia, ed è altrettanto assurdo dargli la colpa di questo delitto. Va bene la critica a un governo mediocre e incapace di fare il bene dei propri cittadini, però questa si chiama strumentalizzazione.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

Un pensiero riguardo “Catania: la tragedia diventa propaganda

  • settembre 4, 2015 in 2:34 pm
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    Non sono d’accordo. Nel momento in cui nella zona in cui abito si verifica una situazione di emergenza qualsiasi, è compito delle forze dell’ordine o di coloro che hanno in carico la faccenda, vigilare e cercare di prevenire fatti gravi come quello che è accaduto. Qui il razzismo o l’intolleranza non c’entrano nulla. Si tratta di organizzazione!

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