Donne non criticabili, questa è misoginia

 Laura Boldrini è «il nulla fatto donna» (Matteo Salvini, Radio Padania, 11 aprile 2015).
La risposta: «Alle sue metafore rozze e volgari siamo ormai abituati. Oggi scopriamo anche una sottile vena di misoginia» (Dorina Bianchi, Area Popolare).

«Signora, provi a connettere e a far funzionare quei due neuroni che ha». (Ignazio Marino a una contestatrice, 20 luglio 2015).
La risposta: «Marino ci riserva sempre delle sorprese ora abbiamo anche il Marino misogino» (Alessandro Onorato, capogruppo lista Marchini in Campidoglio).

Samantha Cristoforetti
Samantha Cristoforetti

Dobbiamo mettercela via: le donne sono diventate intoccabili. Guai ad apostrofarle per il loro cattivo operato e subito si viene tacciati di misoginia. Anche per quanto riguarda la battuta (infelice) di Ignaro Marino: cosa c’entra l’essere donna con il «provi a connettere e a far funzionare quei due neuroni che ha». Non parliamo poi dell’episodio succitato che coinvolge Salvini e la Boldrini: qual è il nesso fra la (pesante) critica del leader leghista e la misoginia? Doveva forse dire «È il nulla fatto uomo»?
Le donne sono perfette, non sbagliano mai e quindi ogni critica nasce dal fatto stesso che siano donne: un altro esempio riguarda il sottoscritto. «
Se vogliamo celebrarla perché è una persona intelligente, celebriamola in maniera degna della sua intelligenza. Se invece vogliamo farle i complimenti perché da donna è riuscita in questa impresa, beh, forse è il caso di farsi un esame di coscienza e spazzare via – se c’è – qualche germe di misoginia da se stessi», scrivevo a proposito dell’astronauta Samantha Cristoforetti. Cascasse il mondo: sono stato subissato da mail di protesta, tutte contenenti l’appellativo «misogino».
Forse sarebbe anche ora che questo femminismo
de noartri sparisse definitivamente dalla circolazione: è assurdo, e anche alquanto pretestuoso, prendere ogni accusa (anche pesante) rivolta a una donna come un comportamento misogino. Non sono esseri perfetti, per quanto spesso molto più pratici e concreti di noi uomini, e quindi anche loro possono sbagliare. Paradossalmente proprio questo comportamento salva-donne rischia di diventare essenzialmente misogino: non è forse giudicare come «inferiore» una donna, volerla proteggere a tutti i costi da ogni critica?

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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