La politica è morta, viva la politica!

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La politica in Italia non esiste più. È morto lo storico e costruttivo scontro fra destra e sinistra, sia perché è nata una forza «terza» come il Movimento 5 Stelle, sia soprattutto perché la politica italiana – citando Massimo Fini – non è altro che «una guerra fra bande». Nessuna etica, nessun codice morale: tutto è lecito per tenersi lo scranno. Alla faccia degli elettori. Si raccontano balle o si urlano promesse che mai si manterranno e quando qualcuno lo fa presente, ecco che ci si rimangia tutto con il classico «Sono stato frainteso» oppure si urla ancora più forte una nuova promessa o una nuova bugia. Viene quasi da ammettere che un po’ lo stile di Andreotti ci manca: da diabolico calcolatore, all’apparenza non andava mai sopra le righe. Qualcuno ci potrebbe obiettare che stiamo parlando della forma ignorando completamente la sostanza. Siamo certi che la seconda sia figlia della prima e ad essa sia legata stretta. Non sappiamo prevedere se questa sia davvero l’alba di qualcosa di nuovo e di buono, ma la politica fatta di insulti, balle, improperi e cazzate – politica che di rado si ricorda che c’è anche una vita reale – a noi proprio non piace.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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