Ma quanto è bello internet

Avete mai fatto caso a quanto è bello internet? L’altro giorno, non so in quale sito, mi sono imbattuta in una frase del genere (non so di preciso le parole esatte), ma più o meno diceva che il grande scrittore russo di fine Settecento Radiščev, nonostante confessi di avere una malattia sessualmente trasmissibile, «batte il chiodo sulla morale». Ma esattamente che significa? Che se hai la sifilide non ti è concesso andare contro lo zar? Mi sfugge il senso.

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Che bello internet, una polveriera di elementi completamente diversi, tutti mescolati insieme, abbiamo disposizione il tutto ma non sempre sappiamo orientarci. Ci sono cose che dovete assolutamente guardare in internet: il video «I’m muslim but I’m not», in cui quattro musulmani che vivono in Occidente, dicono ciò che non sono e che non amano, ma soprattutto ciò che amano. Internazionale.it: i sei grafici che smontano i luoghi comuni sull’immigrazione, stampateli e portateli sempre con voi, per rispondere a tono a certi discorsi. Certo, il fatto che non ci voglia niente per capire tali discorsi, mentre questi grafici richiedono un minimo di capacità logica non aiuta, dal momento che è molto diffuso il fenomeno dell’analfabetismo di ritorno o funzionale. È quel fenomeno per cui si riesce a leggere un testo, ma non a decodificare le informazioni in esso presenti. È lo stesso fenomeno che induce gli edicolanti a mettere una rivista di cavalli accanto alla rivista scacchistica Torre&Cavallo, che non c’entra per niente, ovviamente. Poi il sito Scacchirando.it, decisamente un must! Lo conosco da quando era ancora .net, ma era pieno di commentatori sgraditi e l’hanno dovuto chiudere. Poi, dovete assolutamente vedere i provini del Grande Fratello, non ho nulla contro chi ci va, ma, lo dico a beneficio dei posteri, il tallone di Achille non è né destro né sinistro né tanto meno il 46, significa «difetto, debolezza». E post assurdi del tipo «Io seguivo la Vinci e la Pennetta ben prima che approdassero alla finale degli Europei di basket».
Poi, qualcosa di serio, come bambine vestite da sposa, comprate da cinquantenni senza scrupoli. Se ti urta la sensibilità, stai tranquillo, sposti il cursore più in giù e c’è un bellissimo video su un gattino che riesce a suonare il citofono. 

Cecilia Alfier

Impegnata tra libri e scacchi, in movimento tra Padova e Torino, sempre con una forte dose di sarcasmo.

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