«Padova4Burundi»: il sostegno degli studenti

Cosa? Incontri informativi e formativi, rinfresco
Quando?
Venerdì 9 ottobre 2015, ore 14:30
Dove? Centro universitario Zabarella, via Zabarella 82, Padova

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È attivo da pochi mesi un ambizioso progetto dal nome «Padova 4 Burundi: Black Lives Matter», frutto del lavoro di un gruppo di ragazzi della facoltà di Scienze Politiche di Padova e patrocinato da alcune delle principali associazioni umanitarie e di società civile (Amnesty International, Emergency, Cuamm, Udu, Sindacato degli Studenti). L’iniziativa ha lo scopo di contribuire con i più svariati mezzi a fronteggiare l’ennesima drammatica crisi umanitaria che ha colpito il già martoriato piccolo paese centrafricano.
Ma perché parlare di Burundi? Il Burundi è un piccolo paese africano situato nella regione dei Grandi Laghi. La sua storia è da sempre caratterizzata da un’instabilità politica di fondo, degenerata grazie alle diverse guerre civili che negli anni hanno insanguinato il piccolo stato. Dopo aver ottenuto l’indipendenza a partire dal 1963, il Burundi era riconosciuto a livello economico e sociale come esemplare prodigio di efficienza per i paesi dell’Africa sub-sahariana. La drammatica guerra civile che ha sconvolto lo stato dal 1993 al 2003 ha provocato la morte di 300mila persone, nonché la fuga di circa 2 milioni di civili. Questi eventi hanno portato il Burundi a una posizione di spicco nel triste primato dei paesi più poveri del mondo (il 68% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà).
Alle difficoltà economiche si uniscono poi le responsabilità dell’
élite politica, una delle più corrotte al mondo, che non riesce a dare risposte concrete ai cittadini.

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Nonostante queste difficoltà, il Burundi ha trovato la forza di protestare di fronte alla decisione – risalente allo scorso aprile – del Capo di Stato Pierre Nkurunziza, di correre per il terzo mandato presidenziale. Possibilità questa non prevista dalla costituzione, che pone il massimo a due mandati. La ragione di tale clausola affonda le sue radici all’interno di quella che è ormai una consolidata prassi che accomuna le democrazie africane sorte dopo gli anni ’90: una volontà che ha condotto ben 34 Stati africani a dotare di valore costituzionale questa clausola è quella di evitare il ripristino di governi personalistici, in modo tale da rendere le future transizioni politiche il più pacifiche e democratiche possibili. Ma, e il Burundi ne è oggi il triste testimone, tale prassi non ha sempre sortito gli effetti desiderati.
Considerate tali premesse, il «Progetto Padova 4 Burundi» si pone un duplice obiettivo: spiegare la drammaticità dell’attuale crisi in corso che, purtroppo come ogniqualvolta si parli di Africa, non ha ricevuto una degna attenzione e valutazione a livello di informazione massmediatica; e coinvolgere la popolazione tutta in una grande raccolta di fondi solidale. Per quanto concerne la prima volontà, in occasione dell’evento del 9 ottobre, è stato organizzato un dibattito mirato ad approfondire sotto più aspetti e tramite più approcci (storico, geopolitico e sociale) l’attuale crisi burundese ponendo una particolare attenzione alle ripercussioni che essa può avere nei riguardi della regione dei Grandi Laghi. A questo momento (in)formativo, seguirà un momento di convivialità con musica, stand delle varie associazioni partner, mercatino dell’usato ed aperitivo solidale.
Essendo un progetto «nato dal basso», ogni contributo risulterà essenziale e benaccetto: a partire dalle donazioni di vestiario per il mercatino dell’usato, passando alla decisione di contribuire a curare il rinfresco.

Sara Carucci
Organizzatrice
Studentessa di Scienze Politiche all’ateneo di Padova

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