Progresso: una questione «da macachi»

Vorrei parlarvi di tecnologie, dell’affermarsi di una nuova a discapito di una più vecchia, sono processi che segnano la storia particolarmente e in particolare la nostra epoca, dove esce l’iPhone 6 e uno non ha ancora finito di pagare le rate del 5S.

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Ci sono alcune cose che bisogna assolutamente sapere per superare la magistrale in Scienze Storiche, ad esempio la storia del macaco giapponese. Un tempo il macaco giapponese viveva in una sola isola e mangiava solo il riso caduto sulla sabbia, non si curava di quello caduto in mare, lo considerava spazzatura. Poi un giorno una macaca (femmina!) decise di sfidare questo preconcetto e andò a recuperare i chicchi dispersi in mare, per superare l’idrofobia che in quel momento contraddistingueva la sua specie. Mangiò i chicchi e sentì che erano più salutari e più buoni (non avevano quel simpatico retrogusto di granelli di sabbia), provò a farsi vedere dagli altri macachi, qualcuno la seguì, ma i più non capivano e la guardavano come se fosse matta. In pratica la scoperta che si poteva mangiare riso in acqua, questa innovazione per la specie, parve morire là, non avere seguito, ma capitò una cosa importante, badate che sarebbe potuta capitare qualunque cosa, la macaca poteva prendersi l’influenza e morire e allora addio innovazione, invece no. La macaca ebbe dei cuccioli, insegnò loro a nuotare e trasmise loro la sua innovazione, le altre madri con altri cuccioli la imitarono e fu così che tutta la nuova generazione di macachi giapponesi sapeva non solo cibarsi del riso in acqua, ma anche nuotare. I macachi colonizzarono altre isolette e divennero più forti, solo qualche babbione rimase affezionato al vecchio riso con la sabbia, ma poi la natura fece il suo corso e dei vecchi nessuno si ricordò più. Questa storiella apparentemente stupida e scientificamente dubbia in realtà spiega in modo semplice l’andamento delle innovazioni (cioè le scoperte che poi vengono utilizzate nella pratica), in molti casi esse si affermano, come il battello a vapore invece della barca a vela e il petrolio al posto dell’olio di balena, le fotocopiatrici, di ognuna di queste invenzioni si potrebbe parlare per ore. Non è un tranquillo passaggio di consegne, lineare, è qualcosa che porta con sé vittime, stravolgimenti economici, insomma, stiamo saldi e sempre preparati al peggio.

Cecilia Alfier

Impegnata tra libri e scacchi, in movimento tra Padova e Torino, sempre con una forte dose di sarcasmo.

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