Italia: stampanti 3D per salvare l’arte

La settimana scorsa si è celebrato il «Ritorno al futuro day» con numerose iniziative, specie negli Stati Uniti: a New York i protagonisti della saga si sono riuniti e hanno tenuto un incontro con i numerosissimi fan. In Inghilterra addirittura alcuni agenti di polizia hanno pubblicato sul loro profilo Facebook una foto in cui testano la velocità dell’auto di Ritorno al futuro.

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Il futuro immaginato nel secondo film della trilogia, girato nel 1989, si avvicina notevolmente al presente: gli skateboard volanti esistono davvero, anche se non sono ancora reperibili sul mercato, così come i film in 3D e il forno a microonde; mentre per le scarpe auto-allaccianti dovremo aspettare la realizzazione di alcuni progetti di famose holding internazionali.
Di sicuro un obiettivo ancora da raggiungere è quello di un sistema giuridico capace di poter concludere un procedimento in sole due ore, almeno qui in Italia.
Per certi aspetti però il presente supera l’immaginazione del regista Robert Zemeckis: ne è un esempio l’orgoglioso progetto italiano di Delta, la mega stampante 3D. Nella fabbrica di Ravenna è conservata la macchina più grande del pianeta (dodici metri per sette) che ha ispirato il motto degli operai: «Siamo sognatori, siamo realizzatori, makers: partiamo dalla stampante 3D per salvare il mondo».
Questa macchina strepitosa è il prodotto del progetto di Massimo Moretti, un artigiano che con l’aiuto di un team di giovani è riuscito a realizzare Delta. L’obiettivo che il team si propone di raggiungere è quello di produrre case a basso costo. Moretti si è ispirato alle vespe: per questo il suo progetto si chiama Wasp (vespa vasaia), il cui acronimo sta per «World’s Advanced Saving Project» che è come dire «Siamo in missione per salvare il mondo». L’artigiano e il suo team credono nel diritto di ciascuno di avere una propria casa.

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Per ottenere tale risultato Moretti confessa di aver impegnato tutti i suoi risparmi e il ricavato della vendita delle sorelle più piccole di Delta, che vengono addirittura usate per plasmare copie, come quelle consegnate a Pompei, di opere storiche andate perse o rovinate. Già è allo studio un progetto per realizzare, con Delta, copie dei beni archeologici e culturali dichiarati Patrimonio dell’umanità dall’Unesco e distrutti dalla follia dell’Isis.
Il team attualmente sta sperimentando l’utilizzo di materiali alternativi al cemento per la realizzazione di case a basso costo per le emergenze di qualsiasi tipo e in qualsiasi parte del mondo. Quando la tecnologia supera le aspettative degli sceneggiatori di fantascienza, i risultati possono essere incredibilmente buoni.

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