Gli elettori di destra trattati come bambini

Se la sinistra italiana è da molti anni il cadavere di quello che era o che forse non è mai stata, la destra rimane sempre un grandissimo punto interrogativo: è difficile paragonare i nostri partiti a quelli che troviamo all’estero. Con Berlusconi ormai decaduto a semplice comprimario, pare che il prossimo leader sarà il boss del Carroccio Matteo Salvini.

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Portatore di idee che si possono condividere o meno e sulle quali, per amore della democrazia, oggi sorvoleremo, Salvini ha deciso di seguire la strada già battuta dall’ex Cavaliere, quella del paternalismo spiccio e dell’irresponsabilità degli elettori.
La destra ha sempre trattato i suoi elettori come dei bebé incapaci di un proprio giudizio e non idonei ad assumersi le proprie responsabilità: è necessario trovare dei «nemici» su cui scaricare ogni colpa. Ed ecco saltare fuori i comunisti, la Merkel, Renzi, gli immigrati, il gender e così via, la lista sarebbe ancora molto lunga. Agli elettori questo va benissimo: chiunque, cittadino immaturo, gode nel dire e nel sentire che tutto va male ma, estirpato un problema, tutto andrà per il meglio. Come si «risolve» il problema dei froci che vogliono sposarsi e adottare? berlusconi2015Votando a destra, naturalmente. Come si risolve il problema dei negri che ci rubano il lavoro e i sussidi statali? Appoggiando Salvini, ovviamente. Come si risolve il problema dei comunisti (Renzi sarà comunista quando Landini sarà fascista) al governo? Manifestando a Bologna, sure sir.
Quello che certi elettori non capiscono – dimostrando di non avere la maturità necessaria per votare consapevolmente – è che 1. questa non è politica, ma una lotta fra bande che fa godere i governanti a discapito dei governati; 2. l’oppositore impenitente Salvini dice cose vecchie di anni che non hanno più alcun contatto con la realtà, dimostrando di non essere portatore di alcunché, se non di obsoleti sistemi tendenti ad un’autarchia sociale ed economica, in altre parole il suicidio dello Stato immerso nella globalizzazione.
Siamo un popolo di immaturi – questo già lo sapevamo – e la destra ci induce a non crescere mai: c’è già qualcuno che trova i nemici al posto nostro. Poco importa se si tratta di nemici fittizi atti a fottere l’elettore senza possibilità d’appello. La semplificazione della politica è il male estremo: siamo passati da un’egemonia elitaria alla volgarizzazione in un campo dove ogni schema è menzognero e fallace. Semplificare troppo spesso significa sciogliere nodi che devono rimanere intatti perché la loro esistenza è fondamentale.
Continuiamo a votare Salvini e continuiamo a prendercela con negri, froci, kompagni komunisti, culone e via dicendo. Vivremo più tranquilli? Forse sì, di sicuro liberi da ogni pensiero e da ogni senso di colpa. Vivremo più felici? No: l’unico modo per tirare su le sorti di un’Italia allo sbando è capire che è tutta colpa nostra: siamo noi i datori di lavoro che non pagano i contributi per i dipendenti, siamo noi che non chiediamo lo scontrino al bar, che non vogliamo fattura dall’idraulico. Lo Stato non è un’entità nemica da fregare in tutti i modi, lo è diventato grazie al nostro contributo.

Tito Borsa

Giornalista professionista e fotografo. Ho pubblicato vari libri tra storia, inchiesta giornalistica e fotografia

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