La Voce esiste perché esistete voi!

Tito G. BorsaIn tanti, parenti soprattutto, continuano a chiedermi – fortunatamente sempre con minore frequenza – «Perché lo fai? Perché “perdi” le ore davanti a un computer senza nulla in cambio?». Più di 900 articoli pubblicati su La Voce che Stecca in quasi 20 mesi significano almeno 1000 ore trascorse a scrivere, correggere, aggiungere foto e sistemare il layout del sito. elisaSignifica che, dal 19 aprile 2014, ho passato almeno 42 giorni di lavoro (intesi «h24») a lavorare sulla Voce. Il tutto a retribuzione zero.
Perché lo faccio? Perché lo fanno Elisa Climastone, Francesca Bortoli, Federica Tronci, Debora Lupini, Laura Gambarin, Cecilia Alfier, Luisa Bizzotto, Anna Toniolo, Elena Ferrato, Valeria 11896217_428546077347038_4100262638975380346_nMancini, Giada Arcidiacono, Martina Iaccarino, Nadia Salviato e Tissen Baali? Abbiamo tutti molto tempo da perdere e abbiamo tutti bisogno di un passatempo? Probabilmente non è questa la ragione: certe volte lavorare per questo blog significa declinare un invito da parte della fidanzata, rinunciare a un’uscita fuori con gli amici o lavorare quando il resto del mondo sta 11891118_10205214257059164_2747706392337125444_ndormendo.
Non scrivo questo per suscitare nei lettori una ventata di ammirazione e dare inizio alla procedura di santificazione per questa dozzina di martiri nel nome del libero pensiero. Il nostro obiettivo è solo cercare di migliorare la vita di chi ci legge fornendogli informazioni che potrebbe non possedere, dandogli degli spunti che lo self_portrait_by_therealdollyfrikka-d5fbti4portino a riflettere su cose che magari troppo spesso vengono date per scontate.
Noi esistiamo solo grazie a voi lettori: il riscontro che ci fornite ci dà il coraggio e la forza necessari a continuare questo folle progetto. Solo grazie a voi sopportiamo persone di dubbia intelligenza che ci criticano diffamandoci (io sarei un affiliato dell’Isis, secondo certi 10411059_1015681631791567_2782095801162000422_nsoggetti), solo grazie a voi sopportiamo critiche che demoliscono e come Attila non fanno ricrescere nulla. Solo grazie a voi ha avuto senso spendere i nostri soldi per andare a Perugia o a Genova e poi raccontarvi come è andata. Ed è per amore della libertà e della verità che non cediamo a compromessi: senza partigianerie di sorta, ci schieriamo sempre dalla parte della ragione e non di chi ha ragione. La coerenza e la logica sono del tutto estranee al mondo della politica, che poi contagia tutto ciò che sta sotto di esso. Noi, mossi dalla razionalità, cerchiamo di mostrarvi il nonsense di quella guerriglia fra giannizzeri che è ormai la nostra politica. Ma anche la società e tutto il resto.
Perché facciamo tutto questo? Perché ci siete voi! Citiamo l’amico Andrea Scanzi: un blogger senza lettori è come «un attore porno senza erezione».

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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