Facebook: personaggi da evitare

Più o meno tutti sanno che il social network più famoso del mondo è una giungla, un allargamento della tradizionale piazza, in cui spesso la libertà di parola viene confusa con la libertà di dire cazzate. I complottisti su Facebook, ad esempio, sono una specie pericolosa, credono a tutto e sanno farti credere tutto: che Putin ha reso i russi il popolo più felice del mondo, che dei lupi mannari si aggirano indisturbati davanti a casa tua, che il governo ha usato i soldi delle pensioni per costruire un’astronave.

Di solito condividono post da siti del tipo vivalitalia.com, con titoli tutti in maiuscolo, con duecento punti esclamativi, alternati a degli uno, come «Sveglia!1!!!1!» o «Nessuno ne parla!!!11!». Per sconfiggerli, è sufficiente ignorarli, in modo da non attirare ulteriore attenzione su di essi. Se, invece, siete curiosi di sapere se quello che pubblicano è vero o meno, basterà una ricerca di cinque minuti su Google. Non contraddite un complottista né postate qualcosa che lo smentisca; se uno è convinto dell’esistenza delle scie chimiche, inutile cercare di sostenere con lui il contrario.
I complottisti, spesso, fanno parte di un sottoinsieme del più grande insieme dei populisti. Essi si dividono in molte specie e sarebbe difficile elencarle tutte. C’è il contabile, che pubblica ogni giorno quanto guadagnano parlamentari e calciatori e si indigna paragonandoli alla dura vita delle casalinghe in Boezia; ci sono i super vegani che non mangiano formaggio e non perdono occasione per ricordare al mondo quanto loro siano di alta levatura morale. Non ce l’ho con i vegani, li ammiro per certi versi, ce l’ho solo con quelli che vogliono imporre la loro scelta a tutti gli altri, per forza. E quelli che dicono che i cani sono meglio delle persone? Una roba è buttarlo lì per scherzo, un’altra è pensarlo davvero. Col massimo rispetto per i cani, ovviamente.
Anche al di fuori dei «populisti», c’è una serie di utenti Facebook che va evitata il più possibile: i despressi. Sembrano lì lì per tagliarsi le vene ad ogni post che scrivono, vogliono compatimento e i riflettori puntati su di loro, cosa che in fondo è comune non solo a questi soggetti. Poi ci sono quelli che fanno la radiocronaca della loro vita: non possono mangiare qualcosa senza fotografarlo e postarlo, non posso andare in bagno senza avvisare tutti gli «amici»; e potrei andare avanti all’infinito. Evitate, se non li sapete prendere bene, i sarcastici: usano Facebook essenzialmente per post ironici, credono di poter prendere in giro questo mezzo di comunicazione, ma ci sono dentro come, e più, degli altri utenti. Strappano sorrisi e molte risate, ma lo fanno volontariamente, a differenza degli altri che ho elencato.

Cecilia Alfier

Impegnata tra libri e scacchi, in movimento tra Padova e Torino, sempre con una forte dose di sarcasmo.

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