Tutti sull’attenti per il Renzi delle nevi

Era il 2 gennaio 2015, Matteo Renzi si trovava a Courmayeur con la famiglia. Ecco qualche stralcio del resoconto dell’Ansa: «Vacanze di Capodanno in pieno relax sulle piste da sci di Courmayeur, in Valle d’Aosta, per il premier Matteo Renzi che tuttavia non rinuncia a tenere un occhio puntato su Roma, dopo il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il 2015 di Renzi è iniziato sugli sci: oggi alle 9.30 in punto è uscito dalla foresteria della caserma Perenni, sede del centro addestramento alpino, dove è ospitato da martedì sera».

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«Assieme alla moglie Agnese, ai figli e ad alcuni amici ha raggiunto le piste del comprensorio del Monte Bianco tramite l’ovovia di Dolonne e da lì ha sciato nella zona del Plan Checrouit e della Val Veny, anche su percorsi mediamente impegnativi. Una sciata interrotta solo da un caffè a metà mattinata e da un pranzo in un rifugio in quota all’una. Nel primo pomeriggio è rientrato in paese, si è allenato per circa un’ora nella palestra degli atleti dell’esercito e, prima di cena, si è concesso una brevissima passeggiata nel centro di Courmayeur ed ha assistito alla messa nella chiesta parrocchiale» e poi «Quella sulle nevi di Courmayeur è una parentesi famigliare senza però rinunciare al bagno di folla, tra gli increduli sciatori che non hanno potuto rinunciare al “Renzi-selfie”. Anche ieri, per il veglione di fine anno, il premier ha scelto l’intimità dei congiunti. Era atteso al palaghiaccio di Courmayeur da dove è andato in onda la diretta di capodanno di Rai Uno: l’organizzazione gli aveva riservato alcuni posti a sedere, ma alle 23 ha fatto sapere che sarebbe rimasto con i suoi. Prima della cena familiare il premier ha seguito in televisione il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale ha telefonato subito dopo».

Pur senza raggiungere tali livelli di servilismo e di inutilità, anche quest’anno i giornalisti hanno deciso di narrare le gesta di Renzi fra le nevi. Evidentemente, per rifarci alla boutade di fine anno, a lui l’Ordine dei giornalisti non serve: gli basta l’ordine dei suoi biografi. Ecco a voi qualche esempio:

«Chi», gennaio 2015
«Chi», gennaio 2015

«È rimasto tutto il giorno all’interno della caserma ‘Perenni’ (sede del centro sportivo dell’esercito), tra una seduta in palestra e l’esame dei più importanti dossier del governo, il premier Matteo Renzi, che dal 30 dicembre si trova in vacanza a Courmayeur, in Valle d’Aosta. Per ora il presidente del Consiglio non ha dedicato tempo allo sci, mentre la moglie e i figli hanno sciato ieri a Courmayeur e oggi a La Thuyle. Unica uscita del premier, per ora, è stata ieri per una visita alla nuova funivia Skyway, dove ha consumato il pranzo assieme ai familiari. La partenza da Courmayeur è prevista per il 3 gennaio». (Ansa, 1 gennaio)

«Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è arrivato alle 15,40 alla caserma Perenni di Courmayeur, sede del Centro sportivo Esercito, dove trascorrerà alcuni giorni di vacanza assieme alla famiglia». «Il programma della vacanza prevede sci, escursioni e, probabilmente, una gita sulla nuova funivia Skyway che lui stesso ha inaugurato a giugno». (La Stampa online, 30 dicembre)

«Rientrando alla caserma Perenni, dove sono alloggiati per le vacanze di fine anno a Courmayeur, i figli del premier Matteo Renzi hanno lanciato delle palle di neve per scherzo ai fotografi. Questi ultimi hanno replicato lanciando a loro volta palle di neve verso i familiari del premier. Una parentesi scherzosa dopo la serata di relax di ieri: assieme alla moglie e ai tre figli il premier si è recato al cinema per vedere l’ultimo film di Checco Zalone». (Il Messaggero online, 1 gennaio)

«La prima sera del 2016, anno per lui delle “grandi riforme”, Matteo Renzi l’ha dedicata al cinema: con la moglie Agnese e i figli il premier, in vacanza a Courmayeur, si è recato in una sala della località turistica valdostana scegliendo l’attesissimo film di Checco Zalone, alla prima serata di programmazione». (Tgcom24, 1 gennaio)

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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