Roma: Lungotevere chiuso per guano

Numerosi stormi di uccelli volano nei cieli romani. Per alcuni, soprattutto per i residenti, sono sinonimo di sporco e rumore, per altri uno spettacolo magico; alcune università ne studiano le formazioni e le dinamiche. Questo evento lascia spazio a una più approfondita riflessione sulle attuali condizioni climatiche alla base della mancata migrazione di questi volatili verso paesi più caldi.


Negli ultimi tempi il clima italiano, specialmente nella capitale, sembra non differire molto da quello dei paesi di norma preferiti, in questo periodo, dagli uccelli migratori. La situazione peggiora di anno in anno e, sebbene questo problema sia stato finora sottovalutato, adesso rimane poco spazio di valutazione: bisogna agire, in ambito locale e, più incisivamente, in ambito globale. Localmente il comune capitolino ha disposto teli su alcune grandi fontane e monumenti per evitare che gli escrementi degli uccelli possano rovinarli.
Addirittura, il cattivo odore in alcuni ambienti diventa così forte da costringere i passanti a coprirsi con giubbotti o mascherine, senza contare che lʼeccesso di guano rappresenta un serio pericolo per i cittadini: qualche giorno fa il Lungotevere è stato chiuso per nove ore a causa del guano che rende scivolose le strade e pericoloso il passaggio di automobilisti, ciclisti e pedoni. Un pericolo che va in scena ogni anno, ma che è diventato urgente per la mancata prevenzione nei mesi scorsi.
Oltre ai vari problemi estetici e di sicurezza entra in gioco anche il problema sanitario: secondo una denuncia dellʼAssociazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, nel guano degli stormi che da settimane assediano le strade della 4073073_MGTHUMB-INTERNAcapitale potrebbe annidarsi il batterio della tubercolosi: il 
mycobacterium tuberculosis avio, un ceppo parente della tubercolosi umana e molto resistente alle comuni terapie; essendo ricoperto di uno strato ceroso, può rimanere mesi nelle feci degli stormi per poi essere respirato, con il rischio di provocare una vera e propria epidemia.
Sicuramente il 2016 sarà un anno molto più caldo del solito. Se da una parte ciò può renderci felici, dallʼaltro dovremo fare i conti con le numerose problematiche, già in parte manifestate, dovute a questi anomali cambiamenti climatici che nel corso dei decenni l’uomo ha sicuramente contribuito ad apportare a livello globale, prima, e in ambito locale, poi.

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