Colonia: il sessismo è internazionale

La notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio, a Colonia in Germania decine di donne che passavano nei pressi della stazione ferroviaria sono state aggredite e molestate da gruppi di uomini ubriachi, cui le testimonianze sembrano attribuire tratti nordafricani e mediorientali. I fatti di Colonia sono sicuramente di una gravità non secondaria, per due aspetti delicati, che stanno oramai da tanto tempo caratterizzando il panorama internazionale: la violenza contro le donne e la questione dei migranti. Ciò che è accaduto a Colonia ha scatenato immediatamente una bufera non solo in Germania ma in tutto il mondo.

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Le reazioni della gente si sono divise prevalentemente in due posizioni: i più moderati invitano a non strumentalizzare la vicenda, mentre molti partiti di estrema destra hanno immediatamente invocato politiche di respingimento immediato, criticando il sistema di accoglienza e di apertura previsto dalla Merkel. Altri ancora – compresi nel macrogruppo della destra – affermano che sia il tentativo di un’ennesima guerra da parte dell’islam alla cultura occidentale e che stavolta si sia voluto utilizzare la violenza contro le «nostre» donne. L’unica cosa apparentemente chiara di tutto ciò è che ancora una volta sono stati violati il corpo delle donne e i loro diritti. Le statistiche che analizzano le percentuali di violenza sono chiare: uno dei rapporti effettuati dall’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali mostra che almeno un quarto delle donne europee ha subito violenza. La Germania ha delle percentuali non indifferenti, in quanto a violenze sessuali e femminicidi, e fa fatica come le altre nazioni europee a sradicare il fenomeno. Per quanto riguarda il fatto di Colonia, la questione delle molestie nei confronti delle donne è andata quasi in secondo piano, per dar spazio al solito odio etnico e razziale che pone come unica soluzione il respingimento e la chiusura delle frontiere nei confronti dei migranti. Le donne che hanno protestato martedì contro la serie di aggressioni hanno manifestato esibendo degli slogan ben precisi «contro il sessismo e contro il razzismo». Due concetti di forte salvicolimpatto che mettono in chiaro che le conseguenze delle aggressioni avvenute a Colonia devono avere come obiettivo principale sia lo sradicamento delle discriminazioni che l’odio razziale. Le violenze nei confronti delle donne non sono un caso unico, ma un fenomeno di drammaticità mondiale che va oltre le questioni razziali, religiose e geografiche. Secondo la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione delle donne in quanto tali. «In quanto tali» mette al centro la donna proprio perché discriminata in quanto donna. Non bisogna strumentalizzare o generalizzare la questione andando contro i migranti o i rifugiati, ma considerare gli aggressori di Colonia come degli uomini violenti che hanno usato la violenza su delle donne perché erano donne: le polemiche sugli immigrati ci hanno fatto dimenticare questo piccolo fattore.

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