L’anno di Morricone e dell’alta classe italiana

Ennio Morricone, compositore e direttore d’orchestra italiano, giunge a 87 anni al punto più alto della sua carriera. Nei giorni scorsi ci ha sorpresi ancora una volta conquistando un Golden Globe e la sesta nomination all’oscar per la miglior colonna sonora originale, scritta per il film The Hateful Eight. Questa volta pare ci siano grosse possibilità di vittoria.

Il regista Quentin Tarantino ritira il Golden Globe
Il regista Quentin Tarantino ritira il Golden Globe

A ritirare il Globe è stato il regista, Quentin Tarantino, che non ha mancato di ricordare la sua grande ammirazione per il Maestro: «Per quel che mi riguarda è il mio compositore preferito e quando parlo di compositori non parlo di quelli che compongono per i film, ma parlo di Mozart, Beethoven, Schubert». La complicità tra i due è evidentemente molto forte, tale che in un’intervista Morricone ha affermato: «Il fatto che a lui piaccia la mia musica, sarebbe già abbastanza per dirgli di sì». Elogi meritati: non esiste compositore contemporaneo che possa vantare una carriera così prestigiosa come la sua. Ennio Morricone è talmente prezioso da poter essere definito per l’Italia e per il mondo la perla della musica contemporanea. La sua produzione musicale include un’ampia gamma di generi compositivi, che fanno di lui uno dei più influenti compositori di colonne sonore di tutti i tempi. Nella sua vita ha collaborato con musicisti come Chet Baker, Mina e Paul Anka, ma ciò che diede fama mondiale a Morricone come compositore furono le musiche prodotte per il genere del western all’italiana, che lo portarono a collaborare con registi come Sergio Leone, Duccio Tessari e Sergio Corbucci, con titoli come la Trilogia del dollaro, Una pistola per Ringo, La resa dei conti, C’era una volta il West, Il grande silenzio, Giù la testa e Il mio nome è nessuno. Dalla fine degli anni Cinquanta ad oggi ha composto circa 500 colonne sonore, tra le quali non si può non citare Il Buono, il Brutto e il Cattivo e Nuovo Cinema Paradiso. Desta una certa importanza anche il rapporto, ormai confidenziale, tra Morricone ed il regista Giuseppe Tornatore. I due hanno lavorato nuovamente insieme per il film La Corrispondenza, attualmente presente nelle sale cinematografiche. Inoltre, Tornatore ha deciso di dedicargli un documentario, intitolato The glance of music, per celebrare la sua profonda intelligenza e la grandiosità della sua musica.

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In una frase del Maestro presente nell’anteprima del documentario, si comprende realmente cos’è per lui il lavoro del compositore di colonne sonore: «Un film è certamente ciò che vediamo e ascoltiamo, ma la musica rappresenta quello che non si dice e non si vede». Detto ciò, l’orgoglio italiano per questo artista è incommensurabile e perciò è anche grazie a lui se il gusto artistico italiano risulta ancora notevolmente apprezzato e desiderato all’estero. Dunque, non si può fare altro che ringraziare il nostro Maestro per aver posto alla 73ª edizione della cerimonia del Golden Globe il marchio dell’alta classe italiana.

Valeria Mancini

La Voce che Stecca

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