Italia paese sessuofobo, altro che gender!

Si fa in Germania, in Olanda, si fa ovunque tranne che da noi, sto parlando di educazione sessuale nelle scuole. Mi è capitato di vedere il servizio di Presa Diretta su Rai Tre. Ed è ridicolo che l’abbiano trasmesso – ritardando il consueto orario del programma – fuori dalla fascia protetta, dal momento che si parlava di lezioni per bambini e ragazzi, è proprio vero che in Italia il sesso è un tabù.

Cos’è un orgasmo? Il sesso è una cosa cattiva?

Appena si parla di affettività, parità di genere e lotta all’omofobia, c’è sempre qualche genitore che arriccia il naso, ritira il figlio dalla scuola per impedirgli di partecipare a tali oscenità. Non si sa mai: magari le maestre insegnano a masturbarsi. Fortunatamente, io a scuola qualcosa ho fatto, poca roba, ma meglio di zero. In terza elementare ci chiesero qual era la differenza fondamentale, fisica, fra uomo e donna. Pochissimi seppero rispondere. Intanto, Cinquanta sfumature va in prima serata e fa il boom di ascolti. Ho provato a vederne qualche scena, ma non è niente di eccezionale. Se guardate un porno, impiegate meno tempo e ottenete molto di più, ve lo assicuro. Se invece non vi masha_e_lorso_02piacciono i porno, guardate Masha e Orso, che è davvero educativo e disegnato splendidamente, maratone di film come questo potranno illuminarvi sul senso dell’esistenza e del rapporto di coppia. Per chi non lo sapesse, Masha è una bambina che gioca sempre col suo amico Orso, maltrattandolo in tutti i modi, fino alla soglia dell’esaurimento nervoso, ma i due si vogliono bene e il resto non conta granché.
Il genitore che impedisce al figlio di frequentare educazione sessuale non è coraggioso, volete esempi di genitori coraggiosi? Quelli che stanno qui, settimane in degenza al centro di fisioterapia, coi loro figli «strani» che difficilmente troveranno un posto nella società. Io fuori di qui ho una vita, degli amici, un bar, un’università, e conto i giorni alla rovescia per uscire, ma non è così per tutti gli altri. Una mamma mi ha detto che qui si sta bene, che almeno riesce a portare il bambino a fisioterapia senza dover attraversare la città.

Cecilia Alfier

Impegnata tra libri e scacchi, in movimento tra Padova e Torino, sempre con una forte dose di sarcasmo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares