La lettera: consiglieri veneziani a Padova

massimo-bitonci-sindaco-140610153824_big1Sono un cittadino padovano che in un primo momento ha sostenuto Bitonci, ma che ora si ritrova a vedere situazioni inverosimili. Il consigliere leghista Riccardo Russo residente a Noale (Venezia) pubblica sui social network quotidianamente notizie della sua città facendo una campagna elettorale continua contro il Pd di Noale. Mi chiedo, perché Bitonci ha candidato una persona di Noale lontana dai nostri problemi della città? Oltre a questo, Russo è presidente della commissione sicurezza, conosce la città? Penso al nuovo criterio di selezione dei nuovi consiglieri di quartiere con obbligo di residenza. E Russo?

Luca

 


russo

Caro Luca,
sinceramente la sua segnalazione non mi stupisce: pur riferendosi a un fatto di cui non ero a conoscenza, non può che confermare l’atteggiamento di Massimo Bitonci. Il sindaco di Padova, già con il capo dei vigili urbani Antonio Paolocci, «prelevato» da Cittadella, comune del padovano, ha mostrato di essere pronto a servirsi di persone del suo entourage anche se provenienti da realtà diverse e magari non così vicine a quella da lui amministrata. Per onestà le faccio però notare che Riccardo Russo conosce la città essendosi laureato presso l’Ateneo patavino e studiandovi ora per conseguire la laurea magistrale. Non mi stupisce nemmeno il fatto, di cui non posso fornire verifica non potendo accedere al profilo Facebook di Russo, che il consigliere comunale usi i social network per attaccare l’amministrazione di Noale: d’altronde il comune veneziano rimane la realtà dove vive e quindi quella che lo tocca più da vicino. È comprensibile l’obbligo di residenza per i consiglieri di quartiere: il loro compito è occuparsi in prima persona dei microcosmi cittadini e risulterebbe alquanto ardito che uno di loro risiedesse altrove.
Le porgo i miei più cordiali saluti

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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