«Diafano», una brutta riscrittura di Hesse

Diafano
Francesco Giuliodori
Guaraldi – 2015 – 10 euro

coverSi sa, l’abito non fa il monaco, ma di certo un buon titolo e una bella copertina aiutano a vendere meglio un libro. Indipendentemente da quanto c’è scritto dentro. Poi, se la storia è bella ed è anche scritta bene si ottiene allora la quadratura del cerchio. Cosa che non sempre accade, come con questo libro di Francesco Giuliodori. Brutto il titolo, Diafano, e brutta pure la copertina. Veramente non si poteva fare di meglio? Anche la storia poi è una delusione.L’ennesima versione dell’uomo in grigio che, stanco del suo solito tran tran, cerca di rifarsi la verginità sposando l’Oriente con Buddha e tutti i suoi monaci. Storia vecchia come il mondo, ma questa di Giuliodori è pure scritta male. Troppi aggettivi, troppe inutili descrizioni, troppo ricercato lo stile che, girando solo su stesso, finisce presto per annoiare. Quando poi il personaggio arriva in Oriente, i monaci parlano come se leggessero le pagine di Siddharta di Hesse. Alla fine, si scopre che tutto il viaggio, i personaggi e i vari incontri sono stati solo un sogno del protagonista che si sveglia «versando lacrime pesanti come incudini». Insomma, no, non ci siamo proprio. Da un libro ci si aspetta qualcosa di più.

La Voce che Stecca

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