Poesia Rock: «Esausta»

12 settembre 2002

Esausta
di pensieri quotidiani
troppo lucidi per placarsi
troppo ingombranti per dissolversi.

E non dormo,
non voglio più dormire.
Perché dormire da sola è così lugubre
che sembro morta.

Resto ugualmente sola, ma vigile, attenta
fingo di essere viva,
e il corpo stanco non è più capace di progetti,
dei miei.

Sembrano prendere forma, per poi dissolversi nuovamente
entusiasmi e delusioni si susseguono e si alternano;
non mi lasciano libera.
Non mi abbandonano al caso.

Ho bisogno
di vita da mangiare,
di vita da bere.
Ho bisogno di lacrime, e sorrisi.

Le mie lacrime,
si asciugano subito adesso…
prima addirittura bagnavano,
prima almeno, duravano.

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