Pasqua: le 5 tradizioni degli olandesi

Dalla nostra corrispondente Amsterdam
La parola Pasqua – Pasen in olandese – deve la sua origine all’ebraico Pesach, che significa «passare oltre», «tralasciare» e ricorda la fuga dall’Egitto del popolo d’Israele sotto la guida di Mosè. Nella tradizione cristiana è considerata la più importante festività sacra, durante la quale si celebra la resurrezione di Gesù avvenuta il terzo giorno dalla sua morte in croce, così come narrato dalle Scritture. La data della Pasqua varia di anno in anno poiché associata al ciclo lunare: cade, infatti, la domenica successiva al primo plenilunio di primavera. Non a caso, larga parte della simbologia pasquale è connessa
con i principali protagonisti di questa stagione, come i fiori, i boccioli, gli uccellini, i pulcini, gli agnelli e le uova stesse. Essi rappresentano la «rinascita» della natura che si desta dal freddo inverno.


Per gli olandesi, seppur in maggioranza di fede protestante, il significato della Pasen è il medesimo, sia dal punto di vista religioso sia da quello più «pagano».
Le differenze emergono quando s’inizia a parlare delle modalità di celebrazione. Come accade in Italia, anche qui i più religiosi si recano a messa la domenica mattina; tutta la famiglia, poi, si riunisce per un lussuoso «brunch», durante il quale è possibile assaggiare leccornie dolci e salate preparate p
er l’occasione.
Conversando con la gente del posto, però, mi sono imbattuta in alcune curiose tradizioni che donano un tocco di originalità alla Pasqua olandese.

  1. Il falò della vigilia. Nella zona nord-orientale dei Paesi Bassi, quasi ogni villaggio è solito accendere un falò su una collina la sera prima di Pasqua. La gente si prepara già qualche settimana prima raccogliendo quanta più legna possibile per vincere la competizione con i vicini riguardo chi riuscirà ad ottenere una fiamma più alta. È stato perfino stabilito un record: la minuscola comunità di Espelo, che conta all’incirca 400 residenti, nel 2012 si è aggiudicata un Guinness World Record alimentando un falò che ha sfiorato i 46 metri di altezza.
  2. La «caccia alle uova». Le famiglie con bambini si divertono a decorare le uova sode e poi a nasconderle, assieme a quelle di cioccolato, nel giardino o nei pressi di casa. Ai più piccoli si racconta che sono state portate e/o nascoste da un personaggio delle favole, il paashaas, una buffa «lepre pasquale» che indossa vestiti, cammina sulle zampette nere e trasporta le uova in un cestino sulla schiena. Non solo le famiglie ma anche alcune associazioni o istituzioni scolastiche organizzano la caccia alle uova, il cui premio finale consiste generalmente in un grande paashaas di cioccolato o in una cesta ricolma di dolcetti.
  3. Eitje tik («Scontro di uova»). Quest’espressione, che non ha un’esatta traduzione in italiano, indica una delle più celebri usanze pasquali olandesi. Ecco che succede: due persone prendono ciascuna un uovo sodo e iniziano a strofinarne la punta contro quella dell’avversario. Colui al quale il guscio d’uovo si rompe per primo ha perso. È un’abitudine talmente diffusa che si possono addirittura trovare dei consigli online su come riuscire a vincere.
  4. La Passione. In nessun altro paese al mondo la Passione di Cristo gode di così tanta popolarità: a Pasqua migliaia di olandesi si uniscono in pellegrinaggio verso le chiese e le sale concerto per seguire con la musica le sofferenze e la morte di Gesù. I giovani, naturalmente, preferiscono mischiare la tradizione religiosa alla mondanità: ogni anno, da cinque a questa parte, viene scelta una città (Amersfoort per il 2016) che dovrà ospitare «The Passion», un famoso evento organizzato da una rete televisiva nazionale durante il quale si tiene una grande processione inframezzata da concerti e interventi. The Passion non è riservato ai credenti, anzi, con la sua musica pop è un vero e proprio «strumento commerciale» a cui prendono parte le più note celebrità olandesi.
  5. Pasquetta all’IKEA. Trascorrere il Lunedì dell’Angelo in un negozio di mobili è una vera e propria tradizione nei Paesi Bassi. Più che di negozi si tratta di veri e propri centri commerciali dedicati alla casa, una sorta di IKEA; un esempio famoso è il Meubleboulevard di Groningen che raccoglie ben 32 negozi di mobili sotto lo stesso tetto. Si stima che l’Alexandrium, centro per l’arredamento di Rotterdam, accolga all’incirca 15.000 visitatori il lunedì di Pasquetta. Questa «corsa allo shopping» esiste dagli anni Ottanta e molte importanti marche di arredamento propongono per l’evenienza delle irresistibili promozioni.

Giulia Pianelli

Laureata in Economia dei Beni Culturali all'Università Ca' Foscari di Venezia, frequento la magistrale in Marketing e Mercati Globali all'Università di Milano-Bicocca. Innamorata della cultura, nel mio piccolo cerco di diffonderla il più possibile.

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