Un inviato speciale a Bruxelles

L’avevamo già visto dopo gli attentati a Parigi, ma questa volta Salvini ha davvero toccato l’apice della vanità e dell’autocelebrazione, fino a sfociare nel ridicolo. Il leader del Carroccio ha avuto infatti l’immensa fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, quando qualche giorno fa a Bruxelles è scoppiata la paura. Non si capisce bene perché – dato che quella mattina doveva prendere parte come correlatore a una riunione della Commissione per l’ambiente –, ma si stava recando in aeroporto quando proprio lì è scoppiata la prima bomba. Appena il tempo di capire cosa stava succedendo, e il nostro Matteo ha cominciato il suo tour della città, facendosi immortalare in pose da 007 accanto a militari e in piazze vuote, lanciando sui social, come prevedibile, i suoi soliti messaggi di odio: «Ripuliamo le nostre città», «Altro che accoglienza, altro che integrazione!», con tanto di riferimenti espliciti ai politici italiani ed europei, responsabili di questo tragico evento.salv Messaggi che colgono al volo un’occasione per cercare consenso tra gli italiani, approfittando della loro paura e rabbia per accrescerle ancora di più. Messaggi che poi, in fondo, di concreto non hanno proprio nulla, e vaneggiano su immigrati e integrazione, come se chiudere le frontiere fosse la soluzione a tutti i nostri mali. Persino le scritte sull’asfalto che invitano alla pace vengono prese di mira, perché «per combattere l’Isis i gessetti buonisti non bastano», no, lo sanno tutti che per sconfiggere l’odio serve altro odio, che per evitare attentati servono le bombe – magari come quelle che sganciava Putin dritto dritto sui civili. E ancora, il nostro politico preferito lancia l’hashtag #iononhopaura (con una foto a cui qualcuno aggiunge «mamipiaceseminarla»), prontamente scimmiottato da Ficarra e Picone, che reggono un cartello che recita #iononhopauradiSalvini. Il web li ha immediatamente sommersi di critiche, ma forse bisognerebbe ricordare innanzitutto che c’è, o ci dovrebbe essere, una sottile differenza tra il ruolo di un comico e quello di un politico, e che di conseguenza le loro dichiarazioni vanno considerate con due criteri diversi; inoltre, c’è da dire che i due hanno pure ragione: di un politico talmente senza scrupoli da invitare alla violenza e all’odio in un momento simile solo per guadagnarsi qualche voto in più, c’è solo da aver paura.

Un pensiero riguardo “Un inviato speciale a Bruxelles

  • marzo 25, 2016 in 11:49 am
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    Non date evidenza a quel parassita della Repubblica! Cancellatelo con il silenzio!

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