Un’inchiesta di Marco Tullio Cicerone

Il corrotto. Un’inchiesta di Marco Tullio Cicerone
Luca Fezzi
Laterza – 2016 – 18 euro

lucafezziA chiunque abbia alle spalle degli studi umanistici è noto che la nascita del cosiddetto «processo spettacolo» si può far risalire al 70 a.C., al leggendario scontro fra Cicerone e Verre. Quest’ultimo, all’epoca propretore della provincia siciliana, era accusato di concussioni, saccheggi e ruberie ai danni dei cittadini e per questo subì un processo. Le argomentazioni che Cicerone pronunciò contro di lui vennero denominate Verrine.
Nei due millenni seguenti, non c’è stato «processo spettacolo» che non si ispirasse a questo: il successo delle Verrine è tale da rendere possibile una generalizzazione secondo cui a esse si è ispirato qualunque magistrato che se la vedesse con un potente.
Se la figura di Cicerone, incorruttibile quanto un Montesquieu ante litteram, ha subito una sorta di divinizzazione sull’altare della legge, e quella di Verre è diventata la figura del cattivo per antonomasia, serve il saggio di Luca Fezzi per ristabilire un equilibrio storico. Docente di Storia Romana all’Università degli Studi di Padova, Fezzi parla di «dubbi sull’affidabilità della versione ciceroniana»: in Il corrotto, lo studioso cerca di mostrare lo scontro fra Cicerone e Verre da un punto di vista pressoché inedito, quello che vede il processo come un mezzo utile al magistrato per fare carriera. Il giudizio di Theodor Mommsen, considerato da tantissimi il più grande classicista dell’Ottocento, su Cicerone – «uomo di Stato, senza perspicacia, senza opinioni e senza fini, egli ha successivamente figurato come democratico, come aristocratico e come strumento dei monarchi, e non è mai stato altro che un egoista di vista corta» – sembra un po’ vacillare. Come sempre la verità pare stare nel mezzo e non agli estremi: per quanto riguarda l’inchiesta sulle malefatte di Verre in Sicilia, spiega Fezzi, «l’impressione – in noi molto forte – è che l’indagine ciceroniana propriamente intesa abbia presto ceduto il passo all’organizzazione e, forse, alla manipolazione delle prove».

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares