Sogni lucidi, una via di fuga dalla realtà

Vi è mai capitato di fare dei sogni che si avvicinavano talmente tanto alla realtà da farvi dubitare del fatto che stavate sognando? Vi è mai capitato di capire di stare sognando o di sentire odori, sensazioni, rumori che pensavate di poter sentire solo nella realtà? Se la risposta è sì, avete sicuramente avuto la fortuna di fare un «sogno lucido».
I sogni lucidi sono quei sogni in cui ci si accorge che si sta sognando ma allo stesso tempo non ci si sveglia, diventando in questo modo «padroni» delle immagini e delle azioni e riuscendo a percepire tutto quello che si vede in un modo estremamente vicino alla realtà. Il termine tecnico per descrivere questo fenomeno è «onironautica», parola creata dallo psichiatra e scrittore olandese Frederik van Eeden, e l’«onironauta» è appunto colui che riesce, volutamente o anche no, a vivere l’esperienza di un sogno lucido.

Negli ultimi tempi quello dei sogni lucidi è un tema che viene affrontato molto, esistono numerose opere letterarie a riguardo come il libro L’arte di vivere i sogni di Jared Zeizel e Thomas Peisel, ma anche film molto conosciuti e abbastanza recenti come Inception e Al di là dei sogni, e ancora articoli online e forum appositamente creati, come Sognilucidi.it in cui c’è la possibilità di raccontare le proprie esperienze personali, condividerle e confrontarle con quelle di altri.
Coloro che hanno vissuto questa esperienza la descrivono spesso come qualcosa di molto eccitante e realistico, raccontano di sentire con chiarezza, anche a livello fisico, delle sensazioni che sfiorano il reale: il gusto succoso della frutta più buona mai mangiata, la ruvidità di oggetti che si hanno tra le mani, la sensazione del vento pungente sulle guance. Ma non come in un «normale sogno» in cui ti svegli e lo ricordi, ma come una coscienza del sognare che ti permette di vivere ad occhi chiusi delle esperienze che rasentano la realtà a livello di sensazioni, ma che rimangono sogni, con tutto il loro «impossibile», al livello pratico.
L’attività del sognare è un fenomeno psichico legato alla fase REM (Rapid Eye Movement), cioè una particolare fase del sonno caratterizzata a volte da irregolarità cardiaca o respiratoria. Tutti sognano, è un’attività che caratterizza l’essere umano e che da molti è ritenuta quasi necessaria per la mente, solo che pochi se ne ricordano. Le mattine in cui ci svegliamo e ci sembra di non aver sognato è soltanto un vuoto di memoria: ricordare i propri sogni è un allenamento, esattamente come il provare o l’aumentare l’attività di sogni lucidi. Molti di noi hanno avuto almeno una volta nella vita un sogno lucido, spesso anche senza accorgersene: il solo svegliarsi di colpo da un sogno angosciante è un chiaro esempio di come ci si è accorti di stare sognando, ma non si è stati in grado di continuare a dormire ugualmente cambiando immagini.
Per sviluppare la capacità di ricordare i propri sogni esistono piccoli esercizi, come tenere un «diario dei sogni» (o «diario onirico»), un metodo considerato molto efficace e che nel tempo può portare anche a sviluppare la capacità di fare sogni lucidi. Sì, perché i sogni lucidi sono «casuali», ma possono anche essere indotti.
Il «metodo del controllo sulla realtà» consiste nel prestare attenzione durante il giorno a cose che durante i sogni tendono a cambiare, come per esempio fissare un panorama o una stanza più volte a distanza di un po’ di tempo.
La tecnica della «induzione mnemonica del sogno lucido» è una delle tecniche più utilizzate e consiste nell’andare a dormire con l’intenzione di riconoscere nei sogni situazioni impossibili nella realtà. O anche più semplicemente cercare di svegliarsi un po’ prima del suono della sveglia così, oltre al piacere di sapere che si può dormire ancora un po’, ci si potrà riaddormentare dopo essere tornati brevemente alla realtà, aiutando la nostra mente ad avvicinarsi ad essa.
I così detti «test della realtà» sono invece dei test da fare mentre si è coinvolti nel sogno per sapere se effettivamente si sta solo sognando, e si concretizzano nella ricerca di alcuni dettagli che possono far parte soltanto del mondo dei sogni. Trovati alcuni di questi elementi, si può avere la certezza di stare sognando e vivere un sogno lucido. L’atto di saltare è considerato uno degli elementi più efficaci per capirlo: nei sogni la forza di gravità non è come nella realtà, saltare si configura più come un prendere il volo o stare sospesi; guardare l’orologio, perché nei sogni l’ora digitale non rimane mai la stessa se la si legge più volte di seguito; guardarsi allo specchio, perché nei sogni l’immagine riflessa è spesso deformata o può non apparire; spegnere la luce, perché nei sogni se ci si prova, anche forzatamente, la luce non si spegne; urlare, perché spesso nei sogni non si riesce o la voce è rauca.
Se ci si ritrova in uno di questi elementi, si è nel mondo dei sogni con la lucidità, appunto, del mondo reale e si riesce a interagire col proprio corpo come se si fosse svegli. A questo punto è facile risvegliarsi, e la capacità di non farlo è, di nuovo, una cosa che va allenata.
Quella del sogno lucido è sicuramente un’esperienza entusiasmante e adrenalinica, ma come ogni cosa presenta due facce. Se da un lato, come disse il professor LaBerge fondatore del Lucidity Institute, i sogni lucidi possono essere d’aiuto in molti ambiti come il «problem solving», lo sviluppo della creatività, l’aumento di autostima e la capacità di affrontare le nostre paure, dall’altro è sempre importante riuscire a distinguere sogno e realtà, senza rischiare di volersi sempre rifugiare in un mondo che ci fa vivere piacere e perfezione ritrovandosi a non voler più vivere nell’altro mondo, quello eternamente imperfetto e reale. E i sogni lucidi, in questo senso, sono più pericolosi: perché non solo a volte ci consentono di vivere quella perfezione ma ci rendono anche gli autori razionali del tutto, dandoci la possibilità di crearci con la nostra volontà un mondo a immagine e somiglianza di quello che vorremmo, ma che non è quello in cui viviamo.
In sostanza essere padroni di quello che sogniamo e avere un certo tipo di sensazioni così reali durante un sogno è entusiasmante, sicuramente unico e direi anche affascinante, perché è la prova che la mente umana è infinita, proprio come l’immaginazione e il subconscio di ogni essere umano. L’unica cosa importante però, a mio avviso, è di non diventare «fanatici» alla ricerca della lucidità dei sogni, ma lasciare a volte libera la nostra mente e il nostro subconscio da ogni comando e induzione, in modo tale da vivere nei sogni delle avventure che mai avremmo immaginato e che di sicuro non abbiamo deciso.

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