Una Londra non proprio civile

Si chiama Nancy Dell’Olio (il nome è vero) ed è, secondo il saggio/racconto di Enrico Franceschini, l’italiana più famosa di Londra, con un tavolo riservato in tutti i ristoranti dei vip (mentre di solito gli italiani servono ai tavoli dei vip) e folle di ammiratori urlanti che gridano «Nancy, Nancy». È nota principalmente per la tormentata relazione con l’ex allenatore della nazionale inglese Sven-Göran Eriksson e per «aver salvato l’Inghilterra», come racconta lei stessa nell’intervista concessa a Franceschini.

Nancy non è certo sola. Per le strade di Londra, ormai, si parla italiano con una frequenza altissima anche nei posti più impensabili: parlano italiano i barbieri, i baristi, i gestori di ristoranti, persino gli operai a Trafalgar Square, ormai si stima che gli italiani residenti lì (per la vita o di passaggio) siano mezzo milione. Eppure ci si sente smarriti ugualmente, tutto sembra o è quattro volte più lontano del normale, e soprattutto tutto costa parecchio. È difficile ottenere persino gli sconti per disabili, non sono automatici, devi farti una carta annuale, e timbrare due volte il biglietto sui mezzi pubblici se sei costretto a portarti dietro l’assistente, mentre qui l’accompagnatore gratis è la normalità. Tuttavia, questo è in parte giustificato dal fatto che gli autobus sono tutti dotati di pedane che funzionano a meraviglia. I treni, invece, hanno un gradino alto: in genere chiami l’assistenza, ma ci mettono troppo, ti stanchi di aspettare e ti arrangi da solo, nel frattempo hai fatto impazzire quattro inglesi. La metropolitana, invece, l’antichissima tube, è un inferno, se non stai attento a beccare le stazioni «giuste». Sono dotate di ascensore 66 stazioni su 270. Se capiti in una qualsiasi delle 204 sbagliate, si avvicina un tizio della sicurezza e dice ai tuoi amici: «Se potete trasportare la carrozzina in sicurezza su per le scale siete i benvenuti», ma comunque non alza un dito per aiutarti. Insomma, gente civile ma solo in superficie. Non è il paradiso terrestre della civiltà Londra, è bella, incasinata, multietnica, ma con molti dei problemi che noi pensiamo essere tipicamente nostri. Nelle cabine telefoniche ci sono foto e numeri di telefono di prostitute. E proprio adesso Cameron si sta difendendo dall’accusa di aver favorito il padre tramite l’introduzione di un certo sistema fiscale, ma in Italia non ne sappiano nulla, perché ci importa principalmente di William e Kate.
Nulla di nuovo sotto il sole o sotto la pioggia o sotto il sole di nuovo, ma insomma piove o non piove?

Cecilia Alfier

Impegnata tra libri e scacchi, in movimento tra Padova e Torino, sempre con una forte dose di sarcasmo.

Rispondi

Shares