Alan Turing: una nuova verità

La caduta di un uomo
David Lagercrantz
Marsilio editore — 2016 — 19 euro

UnknownGiugno 1954, siamo in piena Guerra Fredda: il cadavere di Alan Turing viene trovato nella sua abitazione, accanto a esso una mela morsicata che riporta tracce di cianuro. Sulla misteriosa morte di uno dei più grandi matematici del Novecento indaga l’ispettore Leonard Corell, un uomo all’apparenza mite che da giovane coltivava sogni di scienziato. Dopo aver scritto Quello che non uccide, il quarto volume della saga «Millennium» inaugurata dal compianto Stieg Larsson, il giornalista svedese cerca di vederci chiaro in una morte misteriosa come quella di Alan Turing, la cui documentazione relativa alla guerra è secretata. Pochi anni prima il matematico era stato condannato per omosessualità e, per evitare la prigione, venne castrato chimicamente tramite estrogeni. I trattamenti a cui si sottopose lo portarono ad avere un calo di libido e lo sviluppo del seno; la depressione sorta a seguito di questa vicenda e l’umiliazione subita furono, a parere di molti storici, i motivi che lo condussero al suicidio. Personaggio molto affascinante (è del 2014 il film The imitation game), Turing ha appassionato anche Lagercrantz che fonde storia e finzione in questa indagine letteraria sulle cause della sua morte. Con uno stile agile e conciso, che avevamo già imparato a conoscere con Quello che non uccide, il giornalista svedese — tramite l’ispettore Corell — comincia a indagare nella vita di uno spirito libero e anticonformista, inchiesta che forse terminerà in modo diverso da come sentenzia la verità storica. Turing, con l’entrata dell’Inghilterra nel secondo conflitto mondiale, era stato arruolato nel gruppo di crittografi che avevano il compito di decifrare le comunicazioni dei tedeschi. Sulla base della «Macchina di Turing» il matematico Max Newman nel ’42 progettò Colossus, un primo prototipo di computer che svelava in modo veloce ed efficiente i codici tedeschi. Finita la guerra, il governo britannico impose a tutti coloro che avevano lavorato alla decrittazione il divieto di parlare o scrivere di qualsiasi argomento legato a quel periodo. La domanda che, tramite Corell, Lagercrantz si pone è la seguente: è plausibile che Turing fosse ricattato da spie al servizio dei sovietici? Oppure, più in generale: non potrebbe forse essere che dietro alla morte del matematico ci fosse qualcosa di più che un dramma personale come la condanna per omosessualità e la castrazione chimica? Il risultato è un’appassionante miscela di thriller, storia, scienza e psicologia, un poliziesco con ambizioni filosofiche che rende ancor più interessante la storia di un matematico morto tragicamente a 42 anni.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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