Mamme vegane: 7 luoghi comuni da sfatare

Non amo molto fare polemiche su questi temi, credo che chiunque dotato di un minimo di buon senso sia in grado di capire che certe cose che si sentono in tv, o che si leggono nei giornali, sono solo sciocchezze; ma ultimamente davvero ne sento di tutti i colori, e sembra addirittura che ci sia gente che ci crede, quindi in quanto vegana e futura mamma mi sento in dovere di sfatare qualche «falso mito».

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Le mamme vegane non allattano: il latte materno non proviene dallo sfruttamento animale né è dannoso per il bambino, quindi le vegane sia per etica, sia per salutismo, non ci vedono nessun problema. Anzi: spesso le mamme vegane tengono più delle altre a nutrire il loro figlio nel modo più naturale e sano possibile, e più a lungo possibile.

Le mamme vegane danno solo latte di mandorla: esistono latti formulati di origine animale, ma anche di origine vegetale, entrambi studiati in modo tale da apportare il giusto nutrimento a un bambino di pochi mesi. I latti vegetali «da adulti», che latti non sono (mandorla, soia, riso…), possono essere dati a bambini in età da svezzamento e non ovviamente come sostituti del latte materno. Così come il latte di origine animale che si beve a colazione.

Le mamme vegane sono costrette a ricorrere a integratori per sé e il bambino: tutte le mamme prendono integratori, soprattutto durante la gravidanza quando i ginecologi spesso consigliano il famoso «multivitaminico», magari di qualche grossa casa farmaceutica e pieno di schifezze varie. Se da una parte ho visto molte mamme «onnivore» acquistare immediatamente gli integratori consigliati senza battere ciglio, dall’altra mi confronto spesso con mamme vegane che si chiedono perché dovrebbero prenderli, se sono davvero utili, e quali siano i più sani.
Per quanto riguarda il bambino, anche in questo caso è ritenuta necessaria per
tutti l’integrazione di alcuni nutrienti (come vitamina D, K, fluoro); per altre vitamine come la famosa B12, se le analisi della mamma sono a posto, i nutrienti passano attraverso il latte e non c’è alcun bisogno di «impasticcare» un bimbo di pochi mesi (come alcuni pediatri sostengono!).

Le mamme vegane non vaccinano: non è ben chiaro il collegamento tra la dieta e la scelta se vaccinare o meno; forse è dovuto al fatto che molti credono nell’equivalenza tra «vegano» e «fanatico di medicina naturale». Alcune mamme vegane scelgono di vaccinare, altre no, esattamente come accade tra le altre mamme.

Le mamme vegane non danno medicine a nessun costo: questo pregiudizio è legato al precedente; purtroppo tutti o quasi i farmaci sono testati sugli animali, ma nessuno dotato di buon senso si rifiuterebbe di curare il proprio figlio per questo motivo. Certo, chi è più attento alla salute, tra cui molti vegani, ci pensa due volte prima di ricorrere a una medicina pesante per un piccolo malanno, e preferisce provare prima rimedi più naturali.

Le mamme vegane non danno dolci e merendine, sono fissate con l’alimentazione sana: non necessariamente un vegano è anche salutista. Anzi, ci sono vegani che si strafogano da mattina a sera di patatine e schifezze varie – e poi magari stanno male, tornano a mangiare carne e si lagnano che le diete vegetali fanno male. Ci sono mamme vegane che preferiscono non dare ai propri figli cibi confezionati contenenti troppi zuccheri o conservanti, così come ce ne sono tra le onnivore: e per fortuna! In ogni caso possono esserci mamme più «fissate» di altre, che magari non darebbero una merendina manco morte, ma anche qui la dieta vegana c’entra ben poco.

Le mamme vegane impongono la loro scelta ai figli: questa si sente spesso, ahimè. Questi poveri figli di vegani che sono costretti a mangiare solo verdure, e che non hanno la possibilità di scegliere autonomamente!
Tutti i genitori scelgono per i propri figli: un bambino di pochi mesi o anni non può certo scegliere consapevolmente cosa è meglio per lui. Magari direte: «Certo, ma il compito di un genitore è far conoscere tutte le possibilità, e poi quando il bambino sarà in grado di farlo, sceglierà quel che preferisce». Non è così. Avete battezzato vostro figlio, per esempio? Gli avete fatto conoscere tutte le religioni esistenti in modo che potesse scegliere? O, per restare in tema alimentazione, gli avete fatto assaggiare tutte le cose commestibili? Magari credete di averlo fatto, ma non è così. Gli avete fatto provare quello che voi credevate fosse giusto – non credo gli abbiate lasciato assaggiare insetti o cose simili –, o semplicemente ciò che conoscete. E personalmente, da vegana conosco molti più cibi e mangio in modo molto più vario – e anche più di gusto – rispetto a prima.
Insomma, ogni genitore mostra al figlio quella fetta di mondo che conosce, e cerca – si spera – di fare le scelte che ritiene più giuste. Per quanto riguarda il «fanatismo», la maggior parte dei genitori vegani, pur crescendo a casa propria il bambino con la loro stessa dieta, non gli proibiscono di assaggiare ciò che vuole, se ne manifesta il desiderio.

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