Bologna: tra chiappe e politica fatta col culo

«Alla signorina o signora Emilia m.clancy chiedo scusa non volevo ofendere (sic) nessuno ma proprio nessuno ho solo copiata da questa foto che sembrava spiritosa. Spero che questa polemica valga anche per loro ho (sic di nuovo) vale solo per me essendo candidato di centro destra saluti e io rinnovo le mie scuse a tutti». Questa specie di dichiarazione di scuse, errori grammaticali compresi, è opera di Mario Turrini, candidato alle elezioni comunali a Bologna con la lista civica Uniti si vince, a sostegno di Lucia Borgonzoni, volto proposto dalla Lega nel capoluogo emiliano.

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Professione giostraio, Turrini è balzato alle cronache negli ultimi giorni per aver utilizzato il didietro di una modella per i propri volantini elettorali online, ne trovate uno qui sopra. Chi ci conosce sa che non siamo né dei moralisti né dei tradizionalisti a tutti i costi però non possiamo astenerci da due considerazioni: 1. al di là delle accuse di sessismo, ci pare davvero eccessivo essere disposti a tutti per ottenere l’attenzione dell’elettore, per certi versi è un comportamento analogo a quello delle compagnie telefoniche che ci tediano chiamandoci a qualunque ora e in qualunque giorno dell’anno; 2. dopo esserci dovutamente informati, siamo spinti a credere che le chiappe della modella sul volantino siano l’ultimo dei motivi per cui votare per Mario Turrini diviene una barzelletta.
Se i nostri profili Facebook sono una radiografia della nostra vita e del nostro pensiero, non possiamo prendere sul serio il giostraio di Cento (Ferrara) dopo aver sbirciato la sua bacheca, come potete vedere qui sotto.

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La domanda sorge spontanea: ma che vuol dire? Oltre a non conoscere le basi della lingua italiana — che gestendo delle giostre può risultare secondario, per fare il consigliere comunale non proprio —, Turrini pare essere uno di quelli che condividono in modo compulsivo citazioni incomprensibili, talmente piene di significato da esserne prive. Frasi come quelle che vi abbiamo riportato accostano modi di essere e opinioni, i primi sono immodificabili mentre le seconde dipendono dalle idee (bacate o meno). Sarebbe come dire «Siamo uomini, il che fa di noi individui che odiano i coccodrilli», il nesso logico è assente.
Bologna non è un comune di 500 abitanti: figura tra le 10 città più popolate d’Italia ed è colma di cultura, di storia e di tradizione. Che possa ospitare in consiglio comunale un personaggio coma Mario Turrini è addirittura paradossale, ossimorico diremmo. Neanche la Lega può coalizzarsi con una lista civica in cui trova posto uno che confonde Schermata 2016-05-10 alle 20.57.38l’«o» disgiuntivo dall’«ho» verbo, che è disposto a tutto pur di ottenere la visibilità necessaria per ottenere qualche voto, che cade nella volgarità da bar con «Se vinco faccio la foto girata», che condivide demagogiche semplificazioni della realtà solo per racimolare qualche like, che condivide video che parlano di «negri», e così via. Se questa è la politica, le chiappe della modella sono davvero l’ultimo dei fattori per cui votare Mario Turrini è semplicemente assurdo.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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