Rai: per la Bignardi l’importante è il look

C’è aria di cambiamento alla Rai. Più precisamente, le novità riguardano il Tg3, che grazie alla neo direttrice Daria Bignardi offrirà un servizio migliore, all’insegna della sobrietà. Bisogna proprio dirlo, non se ne poteva più del look sbarazzino dei conduttori del tg, per non parlare dell’abbigliamento sexy delle conduttrici, che distraeva gli spettatori dalle notizie importanti. E così, per le donne stop a tubini, specie se neri, a orecchini e collane vistosi, trucco pesante, tacchi alti e scollature. Gli uomini, invece, potranno sfoggiare completi classici e cravatte, purché siano di buon gusto.
Questa è l’ennesima dimostrazione che oggi l’apparenza conta ancora troppo rispetto alla sostanza. Non è soltanto una fissazione della Bignardi, farebbe un po’ strano a tutti se un conduttore di un notiziario di una tv di stato si discostasse dal codice di abbigliamento classico o, peggio ancora, mostrasse piercing o tatuaggi. Ma la conduttrice del tg ha esagerato nel dare tutta questa importanza alla faccenda: era davvero necessario imporre delle regole così rigide, privare i conduttori di ogni libertà nella scelta di un proprio stile, con il solo risultato di farli apparire tutti uguali? E il tg ne trarrà davvero dei vantaggi, o era il caso di garantire la serietà nella sostanza prima che nella forma?

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