Povero Benigni, difeso dal coraggioso Rondolino

ogni giorno uno scienziato si sveglia e cerca di capire che senso abbia Fabrizio Rondolino. Ogni sera va a letto sconfitto. L’ultima perla della firma di punta della nuova Unità riguarda Roberto Benigni: com’è noto l’attore toscano, dopo aver celebrato la bellezza della nostra Costituzione, ha affermato di votare «Sì» al referendum di ottobre. Sono fioccate le critiche e le accuse, a volte sensate a volte prive di logica.

benignirondolino

Il nostro Rondolino, dopo aver affilato la sua penna al curaro per qualche giorno, domenica ha deciso di dire la sua: «Siamo l’unico paese al mondo dove l’opposizione si è fatta regime» esordisce. Una frase a effetto degna del miglior romanzo d’appendice. Dopo aver attaccato Dario Fo, il Fatto Quotidiano, la lega e i grillini con delle argomentazioni da far rabbrividire il più illogico dei lettori, Fabrizio emette sentenza: se «discutiamo con Benigni di ciò che ha detto e non di ciò che secondo qualcuno avrebbe pensato, troviamo un intellettuale di sinistra coerente con la sua biografia politica, i valori, la tradizione che l’ha nutrito», definendo l’attore un «vecchio comunista» conclude che «La sinistra – lo abbiamo imparato nel vecchio Pci –non predica e non distrugge, ma si sporca le mani e costruisce con pazienza».
benignirondolino2Interessante quanto fine a se stessa la riflessione di Rondolino, soprannominato a intermittenza Ridolino (a causa delle risa sguaiate che causa in chi lo legge) o Rondolingua (qui non serve spiegazione), che giustifica il voltafaccia — lecito ma criticabile — di Benigni con un arzigogolo degno di Protagora o di Gorgia.
Quello che la penna dell’
Unità omette è la base della democrazia: se Benigni ha il diritto di esprimere (con ogni mezzo di cui, in quanto personaggio pubblico, dispone) la propria opinione, noi abbiamo anche il diritto di criticarlo, ossia di esprimere la nostra opinione sulla sua. rondolino1Stupisce che l’intervento di Rondolino sia stato diffuso su Facebook anche dalla pagina di Che tempo che fa, il programma di Fabio Fazio su Rai Tre. Senza cadere nell’insulto e nella facile quanto becera discussione da bar, una discussione sul referendum costituzionale è possibile, ed è possibile anche sul cambio repentino di posizione da parte di Benigni.
Sappiamo che Rondolino, passando dall’entourage di Daniela Santanché al giornale risorto in onore di Matteo Renzi, di voltafaccia è particolarmente esperto. «L’intolleranza dei dissidenti verso i consenzienti – come in un regime alla rovescia – è ogni giorno più violenta, più rabbiosa, più volgare: liste di proscrizione, insulti personali, character assassination, e ogni volta, ossessiva, l’accusa di tornaconto personale», scrive sull’
Unità. Peccato che sia anche lui abbastanza intollerante: tanto da aver bloccato su Twitter il sottoscritto per alcuni mesi dopo un articolo pubblicato l’estate scorsa a proposito del suo giudizio sui docenti italiani.
Ogni giorno cerchiamo di dare un senso a Rondolino, non per lui ma per quei poveri scienziati che, lanciati in questa chimerica impresa, ormai non dormono più la notte.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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