Orlando: campagna elettorale su una strage

Che la senatrice Pd Monica Cirinnà, divenuta famosa per essere la promotrice della legge sulle unioni civili, avesse perso la bussola già da un po’ è cosa nota. Non si spiegherebbe perché, nonostante l’adozione del figliastro – la cosiddetta stepchild adoption – e l’equiparazione al matrimonio non siano divenute legge, la Cirinnà sia ancora al suo posto: «Lascio la politica se la legge diventerà una schifezza» aveva dichiarato (Il Sole 24 Ore, 17 febbraio 2016). Ed è difficile essere indulgenti nel giudicare la legge monca che crea l’istituto giuridico delle unioni civili.

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In questi giorni, quando i ballottaggi si avvicinano e con essi inesorabile la verità, la Cirinnà svolge il suo compito di senatrice Pd: fa campagna elettorale. A Roma e a Torino il Partito Democratico se la vedrà con il Movimento 5 Stelle, ed ecco la prode Monica attaccare i grillini in maniera a dir poco sconsiderata. Ma andiamo con ordine.
«Gay e lesbiche si nasce ed è normale così. Psicologo che corregge va curato lui. Legge contro teorie riparative», twitta lunedì pomeriggio. Qualche ora prima era stata più drastica e pungente (ça va sans dire): parlando della strage di Orlando, sentenzia «Omofobia e terrorismo stessa matrice di odio ma a #M5s non interessa». Il rimando è a un intervento sul suo sito personale dove insiste cercando una polemica che non esiste e che non può esistere: «Davanti ad una situazione tanto drammatica il silenzio delle candidate Raggi (M5S a Roma, ndr) e Appendino (M5S a Torino, ndr), oltre che dei colleghi parlamentari del Movimento 5 Stelle sulla tragedia di Orlando, dimostra ancora una volta una cosa sola: non esiste, da parte loro, la reale volontà di operare attivamente per migliorare la vita delle persone omosessuali e transessuali di questo Paese. Persone verso le quali tutti, come legislatori siamo responsabili. Persone che quando vengono uccise, in qualunque parte del mondo accada, non possono essere ignorate con il silenzio, qualunque sia il calcolo politico e la campagna elettorale in atto». L’ultima frase è ovviamente una «sottile» insinuazione del fatto che il M5S stia cercando voti a destra per battere il Pd al ballottaggio.
Monica Cirinnà, il cui lavoro (a parte l’incoerenza finale) è di innegabile importanza, sta in questi giorni mostrando il fianco, arrivando a utilizzare la propria missione per fare propaganda elettorale. Sia l’intervento su una futura «legge contro teorie riparative», sia soprattutto la stoccata del tutto pretestuosa e insensata diretta ai 5 Stelle, offrono un ritratto della senatrice Cirinnà che ci auguriamo sia solo frutto della nostra maliziosa immaginazione.
Le unioni civili, come sempre quando si parla di diritti, non devono essere strumentalizzate in campagna elettorale. Il Pd non ha il merito di averle approvate (seppur deturpate), siamo solo diventati un paese un po’ più normale, un po’ più europeo, un po’ più evoluto, un po’ più maturo. Non è merito del Pd che ha votato a favore: sono coloro che hanno votato contro (i 5 Stelle hanno bocciato, per apprezzabile coerenza, il cosiddetto canguro e non le unioni civili) che hanno dimostrato un’arretratezza culturale imperdonabile. Che si faccia un esame di coscienza Monica Cirinnà: lei sempre vicina alla comunità Lgbt, ora come sta utilizzando i propri risultati?

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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