A Padova il traduttore de «Il Trono di Spade»

A causa della sua elezione a consigliere comunale ad Albignasego (Padova), d’ora in poi Cecilia curerà soltanto la sua rubrica settimanale Sarcasmo da Rotterdam.Il_Trono_di_Spade

Alla riflessione che ho fatto la volta scorsa, vorrei aggiungere nuove considerazioni, alla luce del… Trono di Spade. Il Trono di Spade non è affatto comodo, perché «un re non deve mai stare comodo», è una sedia costruita con le lame dei nemici morti, che ferisce e uccide, invece di accogliere; inoltre, il trono degrada moralmente chi lo occupa, trasformando in un ubriacone anche il migliore degli uomini. Eppure il gioco del trono non si ferma mai, il trono è diventato il nuovo anello, ma non si può distruggere stavolta. La politica è entrata nel fantasy moderno, inquinando ogni cosa, raccontava Sergio Altieri, traduttore di George Martin, al suo numericamente scarso uditorio (si sarebbe meritato più gente) a palazzo Maldura, sede del dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova. Altieri ci tiene ad affermare la sua identità di non letterato, di ingegnere, ma soprattutto ci tiene ad affermare la fine del fantasy di ambientazione (pseudo)medievale quale genere letterario «inferiore». Niente più fiabe per bambini, niente più distinzione fra bene e male, si persegue il potere fine a se stesso e non il potere come mezzo per raggiungere la felicità. Purtroppo, molto spesso è così anche nella realtà e più leggi fantasy per evadere dal mondo, più ci sei dentro. Martin può piacere o no, ma non si può più prescindere da lui se si vuole scrivere fantasy, così come prima non ci si poteva staccare da Tolkien. Tempo fa parlavo dell’accordo fra lettore e scrittore per un buon libro, della «sospensione dell’incredulità», ma di questa sospensione poco rimane. Politica, sangue, stupri, abusi su minori, il tutto unito in un turbine che stravolge la morale.  E i personaggi che dovrebbero tenere alta la morale spesso si rivelano più bastardi dei «cattivi» :in generale i personaggi considerati buoni hanno le loro trame, non si limitano a fermare gli avversari. Quanti morti pur di sedersi su una sedia scomoda…

Cecilia Alfier

Impegnata tra libri e scacchi, in movimento tra Padova e Torino, sempre con una forte dose di sarcasmo.

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