Max Casali: un album fra ironia e impegno

«Secondo a… nessuno!»
Max Casali
Autoprodotto — 2016
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Ex speaker di radioReggio, promoter musicale, ballerino di breakdance (campione italiano nel 1987), uno dei primi a fare rap in italiano, Max Casali ha pubblicato la sua ultima fatica, «Secondo a… nessuno!», un album incentrato sull’ironia come si può dedurre anche dal titolo. 11 pezzi in cui l’artista se la prende con la società italiana odierna, «in questa dittatura ci basta la furbata», poi c’è chi «parte con la voglia di sanare un sistema marcio da svecchiare presa la poltrona cambierà» ma «tali e squali, lo diventano prima o poi, capito il meccanismo solo briciole per noi». Senza mai prendersi troppo sul serio e senza mai cadere nella lamentosa invettiva, Casali riesce a tracciare un sapiente ma amaro affresco del nostro paese. Oltre alle canzoni «politiche» ci sono quelle più personali, come Arrogante notte e Anime Vi-cine che vede l’artista duettare con Francesca «Frutta» Ber: «Giriamo sotto il velo delle stelle, il faro che ci guida è dentro noi, amici nella notte».
L’album segue il sentiero di un certo cantautorato italiano, quello meno legato alla poesia del testo e più all’immediatezza dei contenuti e alla cura degli arrangiamenti, quello di Rino Gaetano e di Lucio Battisti, per capirci. Un buon prodotto che però pecca nel timbro vocale di Casali, a volte alquanto acerbo e poco curato, e negli arrangiamenti che, forse a causa di una sorta di «ansia da prestazione», non differiscono granché da un brano all’altro. L’effetto è così un po’ quello di una sorta di «canzone unica» troppo lunga per poter essere ascoltata come una suite. «Secondo a… nessuno!» lascia un po’ l’amaro in bocca: sembra essere un lavoro lasciato a metà, un ottimo inizio senza però una degna conclusione.

depasquale

Tito Borsa

Giornalista professionista e fotografo. Ho pubblicato vari libri tra storia, inchiesta giornalistica e fotografia

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