Perdite di tempo: il reato di integralismo islamico

«Buongiorno».
«Buongiorno, lei è accusato di integralismo islamico».
«Me l’hanno detto, ma non ho capito bene di cosa si tratta».
«Queste cose complicate le lasci decidere a noi e a chi ha inventato la legge. Ora comunque le farò qualche domanda per scegliere se condannarla o assolverla».
«Va bene».

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«Lei è musulmano?»
«Sì».
«Quanto?»
«Sinceramente non glielo saprei dire: nessuno me l’ha mai chiesto».
«Da 1 a 10?»
«Non le so rispondere con precisione».
«Proviamo in un altro modo: da piccolo le hanno mai chiesto di aprire le braccia a seconda di quanto voleva bene alla mamma o al papà? Ora mi mostri, aprendo le braccia, quanto è musulmano».
«Mi scusi ma non mi sembra una cosa seria».
«Ignoro questo commento oltraggioso e proseguo con l’interrogatorio: lei osserva il Ramadan?»
«Sì».
«Ha letto il Corano?»
«Sì».
«Si ritiene un integralista?»
«Non ho mai fatto del male a nessuno né desidero farlo in futuro. Credo nella libertà di culto di chiunque».
«Qui non stiamo facendo comizi buonisti, risponda alla mia domanda!»
«No, non mi ritengo un integralista».
«Come fa a dirlo?»
«Non ho nulla a che spartire con i terroristi».
«E cosa vuol dire questo? Potrebbe benissimo essere un cane sciolto, un lupo solitario».
«I canidi non mi piacciono».
«La smetta di prendersi gioco di me!»
«Va bene».
«Grazie».
«Posso farle cortesemente e sommessamente una domanda?»
«Le è eccezionalmente concesso».
«Lei si sta divertendo? Trova un senso nelle domande che mi fa?».
«Sinceramente mi sembra di perdere il mio tempo, mentre ci sono corrotti, assassini e stupratori che attendono il loro turno».
«Allora perché fa questo?»
«Perché qualcuno ha avuto la brillante idea di introdurre il reato di integralismo islamico e noi giudici non sappiamo bene come distinguere un musulmano da un integralista».
«Quindi lei esegue gli ordini?»
«Sa che le dico? Nonostante la sua insolenza la assolvo, e ora me ne vado via anch’io».

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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