Halldór Laxness, premio Nobel dimenticato

Ha vinto un premio Nobel per la letteratura nel 1955 ma non lo conosce nessuno. Stiamo parlando di Halldór Laxness, al secolo Halldór Guðjónsson, considerato quasi all’unanimità il più grande scrittore islandese. Nato nella capitale Reykjavík nel 1902, dove è morto nel 1998, Laxness trascorse l’infanzia ascoltando le antiche saghe dell’isola. A soli 17 anni pubblico la sua prima opera, Figlio della natura. Nello stesso anno lasciò l’Islanda per girare l’Europa, convertendosi in un primo momento al cattolicesimo, per poi virare (dopo il viaggio negli Stati Uniti nel 1929) alle idee della sinistra, socialista e comunista, pur rimanendo in qualche modo «indipendente».

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Solo una pa20160217112214_127_cover_mediarte delle sue opere sono state tradotte in italiano (dall’editore specializzato in letteratura nordica Iperborea). Romanzi come Gente indipendente (1935), La base atomica (1947) e Il concerto dei pesci (1957), appartengono senza dubbio all’Olimpo della letteratura mondiale. Con uno stile che deriva dal surrealismo, dall’espressionismo e da una buona dose di patriottismo, caratteri che ne influenzarono le prime opere poetiche, Laxness si è presto «convertito» alla denuncia e alla presa di coscienza della realtà sociale: siamo nei primi anni Trenta e questa virata corrisponde al suo avvicinamento al socialismo. Durante e subito dopo la seconda guerra mondiale, la questione nazionale (con l’indipendenza dalla Danimarca nel 1944 e la prepotente presenza americana nel dopoguerra) divenne presente quasi in ogni sua opera. Laxness ha 20140313144212_228_cover_bassaritratto la storia, la natura e la civiltà del suo paese in modo critico, crudo e senza mezzi termini, ma sempre con una dose di ironia che sfocia spesso nel paradosso. Dopo il 1945 criticò in modo feroce l’influenza degli Stati Uniti nella vita politica islandese; questo, insieme al suo pacifismo e alla sua contrarietà all’uso della bomba atomica, lo porteranno a essere tacciato di sovietismo durante la caccia alle streghe e nel 1948 a essere inserito nella lista nera degli intellettuali non graditi negli Usa. L’opera di Laxness, per quanto relativamente poco accessibile per chi non conosce la lingua islandese, è un tesoro da scoprire: il meritatissimo premio Nobel nel 1955 non gli ha consentito di estendere la propria popolarità al di là dei confini islandesi e degli appassionati. Libri che non sentono il peso degli anni e che possono essere ancora molto utili per capire il mondo che ci circonda.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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