Unipd taglia l’aula studio gestita con gli studenti

Un mistero, non sapremmo come altro definirlo: la mattina di venerdì scorso i gestori del «Pollaio» sono stati avvisati tramite dei fogli appesi e una mail mandata a uno di loro che dal giorno successivo la chiusura sarebbe stata anticipata dall’una di notte alle 19:30. Sul sito dell’Università di Padova viene specificato che questo orario è da considerarsi estivo, anche se si può solo presumere che sia solo temporaneo.

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Se da una parte questa decisione (a quanto pare, unilaterale) dell’Ateneo patavino priva gli studenti lavoratori o «nottambuli» di un luogo dove poter studiare, dall’altra — come tra l’altro mettono in evidenza i gestori stessi del «Pollaio» — toglie (anche se temporaneamente) «ogni responsabilità gestionale, minando lo spirito del progetto». La nostra Silvia Gabbatore ha cercato ripetutamente di contattare ieri la «Segreteria al Coordinamento e al miglioramento degli Schermata 2016-08-02 alle 20.26.57spazi per l’attività didattica» dell’Ateneo, senza però riuscire a trovare qualcuno a cui chiedere un chiarimento a riguardo. I gestori del «Pollaio» si dicono indignati per la «completa noncuranza con la quale l’istituzione universitaria ha trattato la questione», per la «totale assenza di motivazioni e di preavviso» e soprattutto per l’«impossibilità di avere un confronto con chi ha preso la decisione». Se il 30 luglio si è riusciti a proseguire fino all’una di notte, grazie ad alcuni studenti che hanno garantito l’apertura dell’aula, domenica e lunedì la chiusura anticipata è stata effettuata dalle guardie giurate della Civis che, secondo quanto raccontano i gestori, hanno costretto a uscire una settantina di studenti al giorno. Ieri sera invece gli studenti hanno «vinto»: sembra che le guardie abbiano deciso di andarsene.
Ieri pomeriggio si è anche tenuta una riunione, a cui hanno partecipato anche due rappresentanti degli studenti di entrambi i principali gruppi dell’Ateneo. Fulcro dell’incontro è stata «l’assenza di una risposta da parte dell’Università a tutte le richieste di confronto». «Pertanto l’assemblea riunita ha deciso, date le esigenze degli studenti, di continuare a erogare il servizio come da precedenti accordi mai formalmente dismessi, mantenendo l’aula studio aperta fino all’una e garantendo la chiusura usuale». Gli studenti, ci tengono a precisarlo, continueranno a cercare un dialogo con l’Ateneo.

UPDATE
Ieri sera è arrivata agli studenti una mail di Francesca Da Porto, prorettore all’edilizia e sicurezza dell’Unipd, in cui – secondo quanto riferito sul gruppo Facebook del «Pollaio» – la docente «si scusa per il ritardo e si rammarica per la scelta di restare aperti senza attendere la loro risposta» e dice di «aspettare che tornino gli altri prorettori per un incontro con tutti».

La Voce che Stecca

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