Il tour della paura: la pagina Facebook di Salvini

L’estate giunge inesorabile ogni anno e, al pari di quella scorsa, anche questa va a braccetto con l’emergenza migranti. Proviamo a fare un piccolo tour nelle pagine Facebook di chi su questa emergenza ha fondato la propria popolarità. Abbiamo lasciato gli errori linguistici o i refusi degli utenti, per fornirvi anche il livello di italiano di questi non-immigrati.

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Giovedì scorso, Matteo Salvini ha girato una diretta vicino a via Vittorio Veneto a Milano, dove un gruppo di immigrati passa il pomeriggio al parco. I commenti si sprecano: «Spero al rientro (sic!) del nostro presidente si rompano tutte e due le turbine dell’aereo di stato, può essere gia un inizio non credete?», si augura un utente riferendosi a Matteo Renzi in viaggio per le Olimpiadi di Rio. «Il paese è di noi italiani noi dovremmo decidere chi entra i politici sono tutti un branco di corrotti venissero dalla vostre mogli e figli a violentarli e che vi ammazzino tutti!!! Pregherò il mio Dio signore onnipotente che questo avvenga!!!», auspica un altro utente che, evidentemente, ignora sia le regole dell’utilizzo della punteggiatura sia l’art.414 del codice penale, che si riferisce all’«Istigazione a delinquere». La signora Gemma ha già la soluzione, anche se non perfettamente in linea con la legge italiana: «Rimpatrio subito anche con la forza se serve vivi o morti dipende da loro,non si possono mantenere a vita sti scroccni».

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26 luglio: Matteo Salvini condivide un video in cui la presidente della Camera Laura Boldrini parla degli immigrati come «avanguardia di questa globalizzazione». I commenti entreranno nel merito della faccenda? Certo che no. «Auguro a questa sgualdrina di fare una brutta fine…magari per mano di un clandestino!», scrive Francesco Terrana; «Sarebbe interessante che (la Boldrini, ndr) ci offrisse una dimostrazione “pratica” di come vengono sgozzati i cristiani, ovviamente lei dovrebbe “immolarsi” altrimenti come potremmo imparare la tecnica?», commenta Chiara Mazzalai.
Non sono utenti fasulli creati ad hoc: hanno un volto e una storia digitale. La signora Mazzalai, secondo quanto deduciamo dal suo profilo, abita a Trento ed è una grande frequentatrice di sagre di paese, di cui poi posta online i video. Il web è diventato davvero il luogo della presunta impunità: non importa se abbiamo un codice penale che dovrebbe tutelarci da offese, auguri e minacce di morte; a nessuno di questi leoni da tastiera importa: i social network non servono a discutere, a divertirsi o a informarsi, loro li usano solo per vomitare il proprio odio in pagine in cui sanno di poterlo fare.

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Tito Borsa

Giornalista professionista e fotografo. Ho pubblicato vari libri tra storia, inchiesta giornalistica e fotografia

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