Rio: la Pellegrini perde e offende su Twitter

Saranno tutte coincidenze, partiamo con questa premessa, alla quale aggiungiamo anche un luogo comune la cui ovvietà è indiscutibile: nello sport l’importante dovrebbe essere partecipare, prima ancora di vincere. E questo comporterebbe anche il riconoscimento di una sconfitta.

Schermata 2016-08-10 alle 18.46.19

Federica Pellegrini, stella italiana del nuoto alle Olimpiadi da Rio, dopo il bruciante quarto posto di martedì nei 200 metri stile libero, ha affidato nella notte a Instagram una riflessione alquanto ambigua: «Ho combattuto con tutto quello che avevo e purtroppo ho perso… forse è tempo di cambiare vita… forse no» e conclude «Oggi qualcuno ci ha presentato un conto troppo salato da accettare». Finita lì? Ovvio che no: ieri è arrivata la notizia: Federica Pellegrini non parteciperà ai 100 metri stile libero in programma ieri. Si trattava di una competizione complessa alla quale la nuotatrice — secondo alcuni — partecipava solo per divertimento, senza alcuna ambizione di vincere una gara di una specialità non adatta a lei. Il motivo di questa rinuncia ce lo fornisce la diretta interessata su Twitter: «Ho rinunciato ai 100 xché subito dopo ho la4x200 e nn x altro». Nonostante le abbreviazioni il senso è chiaro: l’atleta ha voluto dare più importanza alla staffetta, che è poi andata anche quella male. Sono tutte coincidenze allora: un quarto posto che brucia, quanto scritto su Instagram e la rinuncia. Un utente Twitter che si lamentava di quest’ultima cosa è stato definito «Coglione» dalla nuotatrice.
Quali siano le ragioni del suo agire, è bene che Federica Pellegrini si dia un po’ una calmata: alla portabandiera (e quindi rappresentante) italiana a Rio e a un’atleta di altissimo livello sono richieste professionalità e sportività, che in nessun caso si associano con rabbia, frustrazione e aggressività. Nemmeno dopo una sconfitta che sembra distruggere tutto quel che di buono si era costruito.
Forse la Pellegrini dovrebbe rilassarsi e, in parte, assolversi: è tutto il nuoto italiano che è andato male. Se Dotto, Magnini e le staffette hanno deluso significa che qualcosa «in alto» non ha funzionato, al di là delle responsabilità del singolo atleta.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares