Elena Ventura: i suoi meriti, non il suo corpo

Tra domenica e ieri la nostra Elena Ventura ha subito qualcosa di molto simile a un attacco mediatico: come vi abbiamo già raccontato, una foto in costume pubblicata su Facebook ha dato vita a una sequela di insulti, parte dei quali è arrivata anche qui in redazione. Il messaggio più gentile che ci è arrivato (come vi abbiamo riportato) ci chiedeva di «allontanarla dal blog», mentre gli altri non perdiamo neppure tempo a ripeterli.

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Sono convinto che chiunque possa scrivere su Facebook quello che ritiene giusto, quindi Elena è libera di mostrarsi più o meno vestita e chi la segue è altrettanto libero di esprimere la propria opinione a riguardo. Le questioni sono altre: 1. questo è un caso particolare: stiamo parlando di una persona che sta ancora uscendo da un percorso di cura dell’anoressia e che per questo va incoraggiata o, almeno, ignorata; 2. i motivi per cui ho deciso di prendere la parola riguardano il fatto che stiamo parlando di una ragazza che – con modalità totalmente diverse rispetto a chi scrive e agli altri membri della redazione – sta donando molto a questo blog, e il fatto che, in modo neppure tanto sibillino, siano state sindacate le modalità con cui si diventa collaboratori della Voce: «Mi sa che ho capito perché sei ankora dentro!», ci ha scritto Martina.
Io stesso ho subito attacchi in questi due anni di blog e ho imparato a non prendermela troppo. Anche e soprattutto in questo caso: non posso che sorridere di fronte a simili idiozie. Però questa volta è diverso: sul patibolo non sono stato messo io, bensì Elena Ventura e questo non può lasciare né me né nessun altro membro del blog indifferente.
A parte compatire chi l’ha insultata su Facebook, posso solo occuparmi di ciò che mi riguarda: la sua collaborazione, a mio parere molto preziosa, con questo blog. Quando qualcuno mi scriverà entrando nel merito della questione, sarò ben lieto di rispondergli; di fronte invece a sottili insinuazioni, a gratuiti insulti e a velato moralismo non mi metto neppure a discutere. Non vi va bene? Avremo dei lettori in meno, ma avremo dei lettori «giusti»: disposti al dialogo e al confronto, costruttivo, educato e nel merito delle cose. Elena Ventura rimarrà con noi finché io e lei lo riterremo opportuno, nonostante si faccia foto di nudo o in costume. Fatevene una ragione, non leggete i suoi articoli oppure andate a soddisfare la vostra curiosità moralista altrove, basta che non mettiate in croce una ragazza che ha già passato periodi estremamente bui, e che è stata «assunta» (seppur a titolo gratuito, come tutti) solamente in virtù dei suoi meriti.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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