Rio 2016 è finito: è rinato lo sport italiano?

Una sensazione di vuoto accompagna questa settimana: i giochi olimpici di Rio 2016 sono purtroppo già finiti. Potrebbe sembrare scontato, ma in una realtà come quella odierna dove la televisione e la società passano il messaggio che con poco impegno o talento e qualche conoscenza si possa raggiungere presto la fama, i giochi olimpici si presentano come una boccata d’aria fresca.

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Si potrebbe ingenuamente dire che le Olimpiadi sono solo una competizione, ma non è così. Qui si possono vedere atleti piangere per una prestazione non andata come previsto dopo anni di allenamento, campioni che, dopo tanta fatica e numerose sconfitte, coronano il sogno di una vita andando a vincere la medaglia tanto sperata, e si possono anche vedere atleti piangere lacrime amare davanti alla consapevolezza che, per colpa di pochi centesimi, o per pura sfortuna, la tanto agognata medaglia si sgretoli tra le loro mani, portando via in pochi secondi il sogno che ognuno di loro coltiva con impegno e costanza da anni.
L’Italia quest’anno può vantare la bellezza di 28 medaglie totali e il nono piazzamento nel medagliere olimpico, confermando il risultato che era stato raggiunto a Londra nel 2012 e sfatando i pronostici del Coni che si erano fermati a 25 medaglie.

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Splendide sono state le 8 medaglie d’oro. La duecentesima è stata conquistata già il primo giorno da Fabio Basile nel judo 66 kg, ma molto spettacolo hanno trasmesso anche le successive come quella di Daniel Garozzo nel fioretto individuale, quella di Elia Viviani nel ciclismo su pista e quella di Gregorio Paltrinieri, che impone nuovamente la sua supremazia nei 1500 stile libero, riconfermando il successo dei mondiali di Kazan 2015.
Grande lustro hanno dato all’Italia il tiro al volo e il tiro a segno con Diana Bacosi, Gabriele Rossetti e Niccolò Campriani.
Anche le medaglie d’argento non sono mancate a Rio: sono state addirittura 12. Sebbene alcune di queste siano in frutto di ori mancati, non possiamo dire che valgano meno, anzi, hanno donato una gioia immensa. La scherma, che quest’anno non si è presentata del tutto brillante ai giochi di Rio è riuscita a vincere ben tre medaglie d’argento con Rossella Fiamingo nella spada, Elisa Di Francisca nel fioretto, e con la squadra maschile nella spada a squadre.
Altra commozione arriva nel tiro al volo, grazie alle bellissime gare piene di suspence di Giovanni Pellielo, Marco Innocenti, Chiara Cainero, mentre il judo mette a segno un’altra vittoria con l’italiana Odette Giuffrida.

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Grandi sono state anche le nostre atlete nei tuffi: Tania Cagnotto e Francesca Dallapè portano a casa un altro argento nel sincro. Non meno importanti sono le medaglie di Rachele Bruni nel nuoto di fondo (10km) e quelle storiche di Paolo Nicolai e Daniele Lupo nel beach volley, della squadra femminile nella pallanuoto e di quella maschile nella pallavolo: ciò dimostra che il nostro paese sta crescendo esponenzialmente in tutti gli sport.
Ultimi ma non per questo meno importanti sono gli otto bronzi di Rio 2016.
Grandi conferme sono arrivate dal nuoto, dal ciclismo e dalla pallanuoto grazie a Gabriele Detti, Elisa Longo Borghini, e dalla squadra maschile di pallanuoto.
Le grandi sorprese sono stati invece i successi di Marco di Costanzo, Giovanni Abagnale e dal nostro team maschile nel canottaggio, e Frank Chamizo Marquez nella lotta libera.
Grande ancora una volta è stata l’immensa Tania Cagnotto, che con questo bronzo ha suggellato la fine della sua grande carriera, portando ancora una volta in alto il nome dell’Italia.
L’unica nota di dispiacere sono state le 10 medaglie di legno collezionate in queste olimpiadi da parte di grandi atleti come Federica Pellegrini e Vanessa Ferrari, ma nonostante queste sconfitte sappiamo che abbiamo molti campioni talentuosi che si impegneranno e daranno il massimo nelle prossime Olimpiadi.

Luisa Bizzotto

Studio all'Università di Padova Ingegneria Chimica e dei Materiali. Scrivo per La Voce che Stecca dal 16 luglio 2015 e su queste pagine mi occupo di cultura, scienza, musica e sport.

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