Riforma: perché NO? Cnel e Corte costituzionale

Perché non va bene?
L’abolizione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro sembra essere l’unico fattore completamente positivo della riforma schermata-2016-09-18-alle-11-31-38costituzionale. Il Cnel ha essenzialmente due funzioni: 1. esprimere pareri non vincolanti su richiesta del Governo, delle Camere o delle Regioni; 2. promuovere iniziative legislative, ossia proposte di legge, seppur con non poche limitazioni. Da anni in un’eterna agonia, il Cnel in 57 anni ha proposto 14 disegni di legge e dato 96 pareri, un po’ poco per un ente che costa 20 milioni di euro all’anno. Siamo d’accordo che una cifra come questa è una goccia nel mare del bilancio di uno Stato, però se il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro non si può rendere utile, forse è meglio abolirlo piuttosto che spendere 20 milioni all’anno per un ente superfluo.

Gli organi di garanzia sono fondamentali in una democrazia costituzionale e la Corte costituzionale è uno di questi. Composta da 15 membri (5 nominati dal Capo dello Stato, 5 dalle supreme magistrature ordinaria e amministrativa, 5 dal Parlamento) è un organo super partes. La riforma farà sì che dei 5 giudici di nomina parlamentare 3 siano eletti dalla Camera e 2 dal Senato, non – come è oggi – tutti dalle camere in seduta comune. I due giudici del Senato, come spiega la già citata Alessandra Algostino, «saranno forse i giudici delle Regioni? Chiamati a difendere gli interessi delle autonomie territoriali contro lo Stato?». L’elezione di questi due giudici da parte di amministratori regionali o locali può portare a un malaugurato elemento corporativo in seno alla Corte, con il rischio della perdita di una parte dell’imparzialità che per sua natura ha la Consulta.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

Un pensiero riguardo “Riforma: perché NO? Cnel e Corte costituzionale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares