Togli il cash e sparisce l’evasione. E l’Italia ferma

Quando, all’inizio di questo anno, è stato innalzato il limite di utilizzo del contante nel nostro Paese da 999 a 2.999 euro, le opinioni a tal proposito sono state contrastanti. All’interno dell’Europa, pur se Bruxelles indica come limite da non superare una soglia di 10mila euro, ben 11 Paesi, tra cui anche la Germania, non prevedono alcun limite all’utilizzo del contante e diversi ne prevedono uno superiore a quello italiano.

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Per la maggior parte di questi Stati ciò è probabilmente dovuto dal fatto che non si pone neppure il problema, in quanto la popolazione è abituata a usare soprattutto forme di pagamento elettronico. Da questo punto di vista l’Italia è particolarmente distante da tali realtà, con l’82% delle transazioni che avviene tramite contante, contro una media del 60%. L’unica con una percentuale più alta è la Grecia.
I Paesi più virtuosi, considerando le nostre immediate vicinanze, sono invece quelli scandinavi. In Svezia, per esempio, è abitudine comune pagare in modo elettronico anche al di sotto dei 10 euro e si è scelto di chiudere sistematicamente molti sportelli automatici, che ora garantiscono la seconda peggiore copertura in Europa. Si prevede che per il 2030 la Svezia sarà completamente cashless. Un altro caso notevole, seppur al di fuori dell’Unione, è sicuramente quello dell’Australia, dove si fa largo uso dei pagamenti tramite smartphone e si potrebbe rinunciare al contante già dal 2020. In generale, tali comportamenti sono favoriti dal progresso tecnologico, dalla comodità e sicurezza delle transazioni, dalla volontà di combattere evasione e riciclaggio, oltre che da una generale fiducia nelle istituzioni, banche comprese.
L’unico problema reale che si potrebbe frapporre alla transazione dal contante alle forme di pagamento elettronico è quello legato alle commissioni richieste da esse, che vanno a intaccare i margini di guadagno, soprattutto quando si tratta di piccole somme. In generale, comunque, pensando ai costi legati alla produzione e distribuzione di banconote e monete, non si può non pensare che quelli legati all’ecosistema del cashless possano essere assorbiti dai risparmi che esso porterebbe con sé, senza contare quello che si potrebbe fare in lotta all’evasione. Nel nostro Paese, dove è altissima, questa transizione può essere senza dubbio una scelta vincente, a patto che si trovino soluzioni al problema delle commissioni e si superi la generale sfiducia, oggi galoppante, nelle istituzioni bancarie.

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