Quando sarò una mamma

Quando sarò grande, avrò un figlio tutto mio. Magari anche più di uno. Non so se sarò una buona madre, se saranno felici, se sarò sposata. So solo che loro ci saranno, e l’unica promessa che mi faccio è che a loro racconterò. Racconterò tante cose, tante storie. Gli dirò di credere alla magia, di sognare a occhi aperti. Giocheranno con i miei riccioli e io preparerò loro la merenda con latte biscotti. Ma soprattutto gli racconterò di me. Della loro mamma.

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Gli insegnerò a chiudere gli occhi quando tutto fuori è bello per poter vedere meglio, e assaporare la sensazione dall’interno, attraverso la pratica dell’ascoltarsi. Gli insegnerò a ridere di fronte alle difficoltà, perché il tempo porta via tutto. La mamma lo sa bene. Ma anche ad afferrare i secondi con le manine per poterli assaporare a tutto tondo. Perché ognuno di essi è una piccola statuetta preziosa. E va conservata sulle mensole dei ricordi.
Gli racconterò che la loro mamma era bella, tanto coraggiosa, tanto forte. che era un raggio di sole.
Ma fragile come un petalo.. Danzava troppo intensamente. Dirò di me, di quanto abbia sofferto. Non mentiro, non gli nasconderò del buio che ho attraversato.
Chiusa in una gabbia di ossa, sopra un letto di ospedale. Gli spiegherò che non tutto è stato facile. Che se spegni la lucetta di notte nel buio nessuno ti ferirà. Piuttosto alla luce del sole… Che non sempre amare significa che ci sia amore.
E che a volte si più arrivare a sparire.
Che proprio la loro mamma, era quasi andata via.
«Perché mamma? Sei così forte e sorridente adesso».
«Perché non sono sempre stata così, amori miei, la mamma non è solo capriole e risate. La mamma è.. È ed è stata debole, e ferita. Ma tutti lo sono, l’importante è non lasciare che questa parte di ognuno di noi prenda il sopravvento.. O addirittura, si spezzi».
«Perché? Se si spezza che succede?»
«Succede che se uccidi la parte più fragile e sensibile di te, smetti di vivere, ti limiti ad esistere. E non sentì più niente».
«Non capisco, se la parte più debole di te si spezza, a quel punto non dovresti essere solo forte?»
«No… Ma capirete, non adesso, più avanti. Per ora ricordatevi tutto ciò, e guardate, guardate oltre».
Abbiamo bisogno della nostra fragilità per poter assaporare il meglio da ogni giorno.
Quindi vivete. Sentite. Correte incontro alle emozioni e lasciate che vi fluiscano dentro.. Dalla gioia alla tristezza. Piangete. E poi non dimenticatevi di farvi una carezza, e sussurrarvi che vi volete bene. Tutte le emozioni vanno bene. Non c’è giusto o sbagliato. C’è solo la vita. Che è meravigliosa, meravigliosa come voi.
Insegnerò ai miei figli che la morte è una compagna sempre presente, che la felicità non va creata, o cercata, perché lei sempre c’è. Ed è dentro di noi.
Sarò quel che sono. E non gli nasconderò, ripensando alla mia battaglia più difficile, le lacrime che mi scenderanno dalle guance rosa.
Non più scavate. Non più tagliate.
Racconterò.
Racconterò che la mamma è un’eroina un po speciale.
Una sopravvissuta.
Forse allora si, sarò una brava mamma.

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