40 anni di U2. Quando lavorai a un loro video

Premessa. Conobbi il fotografo Armando Gallo a Roma nel 1985 quando ero l’Art Director della rivista musicale «TuttiFrutti». Tornato in Italia dopo due anni a Londra come designer per riviste musicali simili, Armando era uno dei pochi che ci portava le foto direttamente in redazione al suo ritorno dalle tournée dei principali artisti dell’epoca, sempre entusiasta e pieno di aneddoti da raccontarci.

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Diventammo subito amici e mi venne anche a trovare nella mia casa a Trevignano sul lago di Bracciano con la sua nuova moglie americana, Sheril. Qualche anno dopo sempre a Roma mentre già lavoravo come designer di sigle televisive andai nella sua redazione/ufficio/abitazione in via dei Colli Portuensi per impaginare un booklet da mettere in edicola con le foto fatte da lui sul palco nella tournée americana degli U2 per l’album «Ruttle and Hum». Fu una vera gioia ingrandire le sue diapositive e ascoltare le sue storie sulla band che conosceva sin dalla loro formazione.

Un salto in avanti. Correva l’anno 1991, ero appena arrivato in America assunto dallo studio di di Hollywood, Pittard Sullivan Design che mi aveva trasferito a Los Angeles e mentre facevo colazione da Joe’s Diner su Main Street a Venice con con mia moglie, mia figlia e mio fratello Gino inaspettatamente vedo Armando entrare con la moglie Sheril che subito si siedono accanto a noi. Armando aveva con sé una nuovissima mini telecamera Hi-8, una nuova tecnologia per il consumatore medio, e mi disse che era appena stato ingaggiato di nuovo come fotografo ufficiale per la nuova tournée degli U2 e sarebbe partito il giorno dopo, io gli suggerii di non limitarsi a fotografare la band, ma anche si salire sul palco con quella telecamera e di portarmi il girato, con cui avrei potuto fare il video della band con montaggio e grafiche modernissime. Armando ne fu entusiasta. Il manager degli U2 gli spiegò che la canzone da promuovere in quel momento era Even better than the real thing. Quando mi portò i video negli studi di Hollywood, con Billy Pittard ed Ed Sullivan decidemmo di produrre un minuto di prova da presentare alla band per avere la loro approvazione e quindi poi stabilire un budget per l’intero video. Proprio in quel periodo in ufficio avevano installato i primi Mac da usare per le grafiche e stavamo sperimentando con una versione Beta Testing del nuovo software per montaggio televisivo: Premiere! Una vera novità per il mercato televisivo perché fino ad allora tutto avveniva con computer molto più costosi e voluminosi della ditta inglese Quantel e con nomi sofisticati che cominciavano con la H come Harry, Hal ed Henry oltre al più usato, ossia il Paintbox.
Armando mi raccontò della Zoo tv, una televisione contaminata che entrava a far parte del linguaggio musicale con prepotenza, come pensato dalla band e da Brian Eno. Cominciai allora ad alterare le immagini riprendendole di nuovo con la telecamera ingrandendone i pixel attraverso qualsiasi tipo di monitor disponibile in ufficio compreso quello della stampante a colori. Usai i primi filtri di distorsione a onda del Beta di Premiere e per poterli usare nell’editing definitivo, non essendo ancora stata inventata nessuna scheda video per l’output, usai la telecamera puntata sul monitor per ingrandire i pixel dal Mac.
Stampai frame by frame intere sequenze che poi passai piu’ di una volta attraverso una fotocopiatrice in bianco e nero per distorcerne la grana e poi di nuovo riprenderle a passo uno con la telecamera per inglobarle nel video finale. Esagerai, con spirito punk, con le grafiche in bianco e nero anche sulle facce della band.
Grazie alle giuste osservazioni di Armando sempre presente nelle sessioni di editing producemmo un demo di un minuto della prima parte della canzone da mostrare alla band per avere i loro feedback. Quando Armando tornò, dopo aver fatto vedere il video agli U2 durante un concerto a Parigi, e ci disse raggiante che alla band era piaciuto il video così com’era, piangemmo di gioia. Terminammo il video che passò su Mtv all’epoca (insieme a un’altra versione più famosa realizzata da Godley and Creme) ed entrò a far parte della cassetta VHS  della compilation «Achtung Baby, the Videos, the Cameos and a Whole Lot of Interference From ZOO TV». La Adobe, ditta produttrice di Premiere, fu così contenta di essere stata usata per la prima volta nel mondo in un video per una band cosi famosa che mi chiese il permesso di usare foto dal video col mio nome sul loro Annual ufficiale. Fu questo video a vedermi pioniere della rivoluzione desktop televisiva nel mondo per anni a seguire.

Il video della canzone, per motivi di copyright, non può essere aggiunto a questo sito, vi rimandiamo al link su Youtube.

Un pensiero riguardo “40 anni di U2. Quando lavorai a un loro video

  • ottobre 17, 2016 in 11:12 am
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    Io mi chiedo una cosa: come ha fatto questo Kampah a conoscere chiunque e noi nessuno????

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