Auto: elettrico batte microalghe e idrogeno

L’anno scorso su questo blog vi ho parlato delle energie green e di quali sono le possibili strade per risolvere il problema del petrolio e quali possono essere i sostituti della nostra vecchia amica benzina.
Le idee che in quel momento sembravano più probabili erano due: il carburante alle microalghe e il motore a idrogeno.

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Nel primo caso gli studiosi hanno proposto di creare un biocarburante a base di alcune specie vegetali che sono in grado di adattarsi agli ambienti più ostili e che riescono ad avere un rendimento più alto rispetto a tutti i biodiesel in circolazione.
Nel secondo caso gli ingegneri hanno cercato di sfruttare il rendimento dell’idrogeno o convertendo l’energia chimica di una miscela di idrogeno e ossigeno in energia meccanica attraverso la rotazione dell’albero motore, oppure ottenendo elettricità attraverso le fuel cell.
Ora a distanza di circa un anno le case automobilistiche hanno esposto al Salone dell’auto a Parigi le nuove vetture che proporranno nel mercato da oggi agli anni a venire, sottolineando un unica linea innovativa su cui puntare: il motore elettrico.
Le case presenti hanno voluto inviare un messaggio forte al mercato intraprendendo la strada per l’innovazione e facendo capire chiaramente che non vi è l’intenzione di puntare sui biocarburanti di terza generazione o sull’idrogeno, ma sull’elettrico.
Infatti la prima a puntare tutte le sue risorse è Volkswagen che, molto probabilmente anche per riscattare la propria immagine dopo lo scandalo delle emissioni, ha proposto il prototipo I.D dichiarando di voler lanciare nel mercato un milione di veicoli entro 2022 e sostenendo di puntare anche al sistema di guida automatizzato.
Renault invece ha proposto TreZor, ovvero un auto a propulsione elettrica progettando il proprio motore in base a quello presente nella propria vettura in Formula E.
Mercedes ha presentato una gamma di 5 vetture elettriche oltre a una nuova generazione di Smart Electric Drive e Opel ha presentato la seconda generazione di Ampera-e riuscendo a sviluppare una berlina elettrica con un’autonomia superiore alla soglia dei 400 km, cifra che ha sempre costituito un limite per l’elettrico.
Ma anche molte altre case stanno lavorando per inglobare l’elettrico: BMW ha presentato ben due modelli, l’i3 e l’i8, presentando anche alcuni progetti di sviluppo per le auto ibride; Porsche ha portato la Panamera 4E-Hybrid, un gioiellino che ha al suo interno un motore da 330 Cv unito ad un motore elettrico da 136 Cv che funziona a batterie agli ioni di litio raffreddate a liquido.
Dunque il futuro sembra solo l’elettrico? In realtà nulla è detto, e questo viene dimostrato anche da Toyota che, oltre alla vettura ibrida Prius Plug-in Hybrid, sta progettando per il futuro un auto con propulsore a idrogeno.
Probabilmente l’elettrico sembra al momento la soluzione più semplice e facilmente applicabile.
Ciò che è certo è che il futuro avanza e l’alba di una nuova era illuminerà il cammino dell’energia green. Il mondo è già proiettato in avanti e per capirlo basta notare che la Francia, l’Inghilterra e la Germania hanno in programma di eliminare il diesel entro il 2030 e che Berlino è intenzionata a rimuovere i propulsori a benzina nel giro di 10 anni.
Fortunatamente, per quanto riguarda i motori, il mercato europeo cresce da ormai tre anni e i produttori per riuscire a mantenere positive le vendite puntano ad offrire nuovi modelli innovativi accessibili a tutti e l’elettrico sembra forse la scelta più ragionevole. Certo, l’idrogeno sembra la risposta più innovativa ma, probabilmente assieme alle microalghe anche quella più lunga e tortuosa, sia per le lunghe tempistiche richieste per affinare le tecnologie richieste sia per l’ingente investimento necessario a sviluppare tali conoscenze.

Luisa Bizzotto

Laureata all'Università di Padova Ingegneria Chimica e dei Materiali, frequento il corso internazionale Susteinable Technologies and Biotechnologies for Energy and Materials presso l'Almamater Studiorum Università di Bologna. Scrivo per La Voce che Stecca dal 16 luglio 2015 e su queste pagine mi occupo di cultura, musica e sport, ma soprattutto di scienza, la mia passione.

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