Se il Nobel per la Letteratura fosse aperto ai cantautori

Finalmente, dopo 15 giorni di silenzio, Bob Dylan ha battuto un colpo: in un intervista al Telegraph afferma che non si sarebbe mai aspettato di ricevere il prestigioso riconoscimento di cui tuttavia condivide solo in parte la scelta. «A Stoccolma? Ci andrò se posso».

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È una risposta che crea polemiche ma d’altronde Bob Dylan è un anticonformista e questa ne è l’ennesima dimostrazione. Difatti, pur se la sua reazione è stata un po’ troppo snobista, quasi presuntuosa, non é del tutto sbagliata, se consideriamo che il premio Nobel per la letteratura è sempre stato conferito a degli scrittori e non cantautori. E Bob Dylan, compositore e cantautore se non anche poeta e scrittore, si è imposto sin dall’inizio della sua carriera come una delle figure più importanti nell’ambito musicale e letterario.
Se anche i cantautori fossero compresi, in modo esplicito, fra i candidati al Nobel per la Letteratura, allora sarebbe giusto tener conto di altri artisti come Bruce Springsteen, Paul Simona e Art Garfunkel o, perché no, Roberto Vecchioni le cui canzoni sono vere e proprie poesie e che, un po’ per gioco, era stato candidato alcuni anni fa. Il Nobel non è più a questo punto solo un premio per opere e ideali ma anche un riconoscimento a persone colte ed erudite e, se così è, allora stiamo assistendo ad un vero cambiamento culturale, che avvicina i giovani di oggi a parole messe in musica piuttosto che a centinaia di pagine ingiallite da leggere… e allora spazio al futuro e a numerosi altri colleghi di Dylan meritevoli, forse più, di lui.

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