Quanto ci manca Silvio

«Quando c’era lui…», sì, ma Berlusconi, non Mussolini: quanto ci manca il buon Silvio, quando ancora l’Italia era divisa in modo manicheo secondo dei partiti e non in un miscuglio inestricabile di correnti e correntine interne alle forze politiche. Chi era nella sua coalizione era con Lui (quasi sempre), chi apparteneva a un altro partito era contro di Lui.

berlusconi2015

Era tutto più semplice: l’Italia aveva ancora un senso civico, era ancora capace di indignarsi per le leggi ad personam, per i bavagli ai giornalisti e pure per qualche donna di facili costumi ad Arcore.
Ormai tutto questo è andato: siamo talmente assuefatti da questa repubblica delle banane che nulla può più sconvolgerci. Matteo Renzi è una brutta copia di Silvio: non ha un fine suo al quale puntare, vuole il potere per il potere, e questo lo rende pericoloso. Chi parla di «ducetto» o di deriva autoritaria sbaglia: qui stiamo rischiando di affossarci nel nulla più profondo.
Continuatore della tradizione berlusconiana che sostituisce il «pubblico
» agli «elettori», Matteo Renzi è lo showman che però è disposto a tutto pur di racimolare qualche spettatore. Se Silvio si rivolgeva a una esatta parte della popolazione, Renzi si rivolge a tutti. E quindi anche a nessuno: non c’è una «categoria superiore» che deve prendere il potere per rendere l’Italia un paese migliore. E non ci sono neanche dei sostituti dei «comunisti» berlusconiani: chi non la pensa come l’attuale premier è un «gufo», un «rosicone». Ma qui si offende nel personale l’avversario, e personale è anche la battaglia politica: non la destra contro i comunisti, bensì lui e i suoi accoliti contro tutti gli altri. La destra è stata per lungo tempo berlusconiana, mentre è assurdo dire che la sinistra è stata – anche solo per poche ore – renziana. Non si spiegherebbe in altro modo un governo con Angelino Alfano, escludendo il fatto che sia dovuto alle capacità politiche del ministro dell’Interno.
Quanto ci manca Silvio: l’Italia non ha mai conosciuto una politica vera, ma forse dovevamo accontentarci di Berlusconi, piuttosto che far andare avanti la Storia che, a meno di cesure nette, impone di amplificare ogni fattore. La politica italiana è una lotta fra bande, almeno cerchiamo di tenere le varie fazioni separate. 

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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