L’intervista. Peter Gomez: «Pd al governo con Silvio»

Con Peter Gomez, direttore del Fatto Quotidiano.it, cerchiamo di fare ordine e di descrivere la situazione politica post-referendaria: un governo dimissionario, una legge elettorale che deve passare al vaglio della Consulta e un’altra da fare per il Senato. Una situazione caotica in cui, per capire qualcosa al di là dell’apparenza,  è utile parlare con un giornalista di grande esperienza.

Ti aspettavi la vittoria del «No»?
Non così larga: pensavo che fosse possibile ma con uno scarto inferiore. Io mi ero dichiarato per il «No» ma pensavo che la campagna martellante delle ultime settimane avrebbe portato più voti a Renzi.

È stato un voto informato oppure ha riguardato più Renzi e quello che ha fatto?
Secondo me non era un voto informato: sul fronte del «No» l’unica cosa che era passato oltre alla figura di Renzi era che il nuovo Senato non sarebbe stato eletto. Ci hanno fatto votare a pacchetto e la gente non andava oltre la questione del Senato, come per esempio i rapporti fra Stato e Regioni. Una volta che si capiva che i senatori non si eleggevano più e il senato non veniva abolito tutto il resto passava in secondo piano.

Il 40% del «Sì» appartiene a Renzi?
Non è tutto per lui e questo si vede chiaramente dagli studi che sono stati fatti sull’elettorato. Una parte è di NcD e una parte è di altro. Lui vale certamente il 35%.

Oltre alla questione prettamente politica, c’è poi confusione con la legge elettorale, con Grillo che cambia idea sull’italicum, per esempio.
Grillo non conta niente. La legge che vogliono fare è un qualche tipo di proporzionale in modo che i 5 Stelle non governino. Su questo sono più o meno d’accordo tutti, bisogna vedere come la fanno. È evidente che vogliono fare una legge che impedisca ai 5 Stelle, o un domani alla Lega o alla Meloni, di governare. Qualunque cosa faranno, non prevederà un ballottaggio, che per qualcuno era un’anomalia ma secondo me era non troppo lontano a quanto accade in Francia e il punto forte della legge. Qui io e Travaglio la pensiamo al contrario.

E Berlusconi? L’ex cavaliere sembra essere tornato in forma nell’ultimo periodo.
Berlusconi ha vinto. Con la grande paura dei 5 Stelle e di tutto il resto, lui immagina di riuscire un domani a tornare al governo con il Pd.

Pensi sia possibile una cosa del genere?
Sì. Dipende che legge fanno, ma con un proporzionale da soli non governano ed è difficile pensare che il Pd possa governare con l’NcD e l’unico partito possibile è Forza Italia: di certo non Salvini, la Meloni o i 5 Stelle. Il finale che mi immagino è una legge fortemente proporzionale che costringerà una coalizione fra destra e sinistra. Questo l’hanno dichiarato loro per primi. 

Ha collaborato Francesca Bortoli

Tito Borsa

Giornalista professionista e fotografo. Ho pubblicato vari libri tra storia, inchiesta giornalistica e fotografia

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