Governo Gentiloni non eletto? La Costituzione spiega tutto

«Governo illegittimo perché non eletto dal popolo», così è stato definito il neonato esecutivo presieduto da Paolo Gentiloni, dopo che analoghe sciocchezze erano state dette per quelli di Monti, Letta e Renzi.
Al di là dell’opportunità politica, di cui si può e si deve discutere, è bene chiarire una volta per tutte la modalità di nomina di un governo e per farlo basta solo leggere la Costituzione di cui tutti si sono dichiarati esperti in occasione del referendum del 4 dicembre.
«Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri», recita il secondo comma dell’art. 92 della Carta, mentre l’art. 94 spiega che «Il Governo dve avere la fiducia delle due Camere» e che (comma 3) «Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia».
Cosa vuol dire tutto questo? Che il governo non è mai eletto dai cittadini e che la scelta del presidente del Consiglio non dipende necessariamente dall’esito di elezioni (infatti alla nascita di un nuovo esecutivo non corrisponde sempre l’inizio di una nuova legislatura). Tutti noi però ci ricordiamo gli spot elettorali in cui si parlava, per esempio, di «Berlusconi presidente»; ebbene, si tratta di un piccolo salto logico: i cittadini non votavano il presidente del Consiglio ma, se partito dell’ex cavaliere vinceva le elezioni, allora aveva la maggioranza in parlamento e quindi avrebbe votato la fiducia a un governo presieduto da Berlusconi.
La nomina del governo è completamente slegata dall’elezione delle camere, infatti i membri dell’esecutivo non devono necessariamente essere dei parlamentari, si veda – tra i tanti – il caso di Matteo Renzi. Non hanno senso le lamentele dei berluscones riguardanti il presunto «colpo di stato» avvenuto nel 2011 con la caduta del governo Berlusconi e la nascita dell’esecutivo guidato da Mario Monti. 

E il ruolo dei cittadini? Indirettamente, anche gli elettori hanno un ruolo nella nomina del presidente del Consiglio e dei ministri: essendo l’Italia una democrazia rappresentativa, i cittadini hanno voce in capitolo attraverso i propri rappresentanti che sceglieranno se dare o meno la fiducia all’esecutivo.

Il governo Gentiloni ha seguito la prassi che abbiamo appena descritto? Sì. Quindi, per quanto possa essere definito inopportuno, non ha alcun motivo per non essere legittimo. Il discorso può dirsi chiuso.

Tito Borsa

Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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