Per una grande distribuzione h24, 365 giorni all’anno

Come ogni Natale e, soprattutto, ogni Santo Stefano che si rispetti, si è tornati a parlare dell’opportunità di tenere aperti i negozi (specialmente della grande distribuzione) il 26 dicembre, soprattutto dopo che i dipendenti hanno vissuto come un inferno le settimane precedenti, quando tutti corrono ad acquistare regali.
Ebbene, non volendo far torto ai nostri lettori e soprattutto a un’amica sindacalista che certamente leggerà con ben poco entusiasmo queste righe, decidiamo di affrontare questo discorso in un’ottica lievemente diversa, abbandonando momentaneamente la realtà e le questioni contingenti. Ci chiediamo quindi: è eticamente e economicamente giusto che – al di là delle modalità – i negozi (specialmente della grande distribuzione) rimangano aperti anche durante le feste? Senza dubbio sì, e probabilmente a questo arriveremo: centri commerciali e grandi catene aperti 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.
È la tipica situazione di domanda e di offerta e di concorrenza: se i consumatori desiderano avere il supermercato aperto il 26 dicembre, il primo a «cedere» sarà ricompensato con un momentaneo monopolio, dopo gli altri ovviamente si accoderanno per spartirsi la torta. Nulla di traumatico, nessuna violazione dei diritti, quest’ultima può avvenire in qualunque giorno dell’anno ed è completamente indipendente dall’apertura festiva della grande distribuzione. Quando un lavoratore viene pagato meno di quanto il contratto preveda, oppure viene costretto (facendo leva sulla mancanza di un’alternativa) a lavorare più di quanto previsto, o in situazioni simili, siamo ovviamente in presenza di una violazione dei diritti.
L’apertura h24, 365 giorni all’anno, di un esercizio – nel caso in cui la direzione intenda intraprendere questa strada – non può essere condannata a priori con queste ragioni, e soprattutto non si può porre come causa di un problema, ossia lo sfruttamento dei lavoratori, una semplice evoluzione del mercato. Se la questione viene risolta violando i diritti dei dipendenti la colpa ovviamente non è dell’apertura festiva o notturna, bensì di una politica illegale e anti-etica dell’amministrazione. 

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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