Caro, becero, tifoso a 5 Stelle, parliamo un po’

Caro «elettore» del Movimento 5 Stelle,
non tu che ti sei limitato a votare i grillini, mi rivolgo ai tanti attivisti da tastiera che urbi et orbi si dichiarano profeti di una religione che riconoscono solo loro, che pensano di adorare politici e garanti infallibili e che si scagliano senza sostanza contro chiunque si azzarda ad alzare la mano per chiedere un chiarimento.
Sì, sto parlando proprio a te che hai attaccato Enrico Mentana per aver minacciato di querela Beppe Grillo e poi aver cambiato idea di fronte al passo indietro del garante. Tu non sei un attivista, sei solo un ultrà prestato al dibattito politico. Non entri nel merito, attacchi chiunque osi sfiorare il tuo idolo, non pensi che anche gli altri abbiano il diritto di esprimersi esattamente come ce l’hai tu.
E qui non sta parlando un amico del Pd, penso sia inutile specificarlo. Chi scrive vorrebbe recuperare un dibattito politico sensato, umano e costruttivo. Ma è impossibile: caro tifoso del Movimento 5 Stelle; tu, gretto, obnubilato da una fantomatica luce sulla via di Damasco, individualisticamente solipsista, con il tuo soliloquio frusto di frasi fatte. 

Tu che definisci Giuliano Ferrara «pasto per i maiali», quando lui non sarà magari uno stinco di santo (per usare un eufemismo), ma tu non hai mai saputo combinare niente nella tua vita. Tu che non smonti le tesi altrui, ti limiti a insultare, scordandoti che anche gli stolti hanno qualche volta ragione, come l’orologio rotto che segna l’ora giusta due volte al giorno.
Tu che vivi girandolando nell’illusione che il governo Gentiloni sia il quarto non eletto dal popolo. Ti do una notizia che ti cambierà l’esistenza: sono ben 64 gli esecutivi che, dalla nascita della repubblica a oggi, non sono stati eletti dal popolo.
Tu che non vedi i politici come tuoi rappresentanti ma come sagittabondi affabulatori delle masse. Tu poi che affermi di appartenere a una forza politica diversa dalle altre inserisci messaggi della più becera xenofobia in luoghi virtuali simili a «fan club» del Movimento 5 Stelle. Invece sei esattamente uguale agli altri ultrà prestati alla politica: tante chiacchiere, tante offese, nessun contenuto se non ricopiato da altra sede.
Tu hai diritto a esprimere la tua opinione, ma anche chi scrive (che non vuole paragonarsi certo a Enrico Mentana, persona che stimiamo molto) gode del diritto medesimo. E la legge italiana dà pure il diritto di querelare quando ritenuto opportuno, poi sarà un giudice a decidere.
Tu, leone da tastiera che poi ti nascondi dietro uno schermo, che trasecoli di fronte alla realtà, smargiasso nel verbo e impalpabile nei fatti, puoi continuare a blaterare ma non cambierai mai nulla. Una nazione migliora quando sa le cose, quando le capisce, non quando le vengono inculcate come slogan da ripetere a mo’ di litania. Non crei coscienza civile, ma avveleni il dibattito pubblico (ormai presente anche sui social network) e questo è imperdonabile.

Nota: entrambi gli screenshot sono presi dal gruppo pubblico su Facebook «Fan club Alessandro Di Battista Luigi Di Maio», il quale ovviamente non ha alcun legame con i due eletti in parlamento con il M5S.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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